L'Eurocamera dedica un edificio a Sassoli. Schlein: 'Sostegno a Kiev'
Il volto sorridente di David Sassoli alle spalle. Sul palco, Roberta Metsola e Ursula von der Leyen, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. E i big del Pd di ieri e di oggi, da Romano Prodi a Elly Schlein.
Inusualmente armonici, nel definire attualissima la visione europea dell'ex presidente del Parlamento europeo. Su un'assolatissima Esplanade Solidarnosc, a pochi metri dalla sede dell'Eurocamera a Bruxelles, un rigurgito di europeismo ha preso forma unendo, idealmente, Ppe, Liberali, Socialisti e anche Conservatori, tutti presenti alla cerimonia di intitolazione di un edificio europarlamentare a Sassoli. Un'occasione per la quale, nel suo messaggio, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato un concetto a lui caro da tempo: in questo contesto geopolitico "è urgente il rafforzamento delle istituzioni europee".
Il palazzo che porterà il nome di Sassoli è uno degli edifici amministrativi del complesso. L'omaggio dell'Eurocamera è arrivato a più di quattro anni e mezzo dalla morte dell'ex giornalista ed esponente Pd, protagonista nel mantenere la funzionalità dei lavori dell'Assemblea nell'era del lockdown. E definito dalla Russia "persona non grata" ad una manciata di settimane dallo scoppio della guerra in Ucraina. La maggioranza che sostenne Sassoli alla presidenza del Pe, che includeva anche il M5S, è stata forse la coalizione europeista più solida che si sia vista negli ultimi anni nell'emiciclo europarlamentare.
Altri tempi, forse. Di certo lo sono per Romano Prodi. Se Sassoli sarebbe contento di questa Ue? "No, non sarebbe contento, come non lo sono io. Quello di cui ho paura non è certo la rottura dell'Europa ma il suo assopimento", è stata l'amara osservazione del Professore. Eppure, per dirla come la presidente Metsola, "il lavoro e la visione della Ue di Sassoli sono valori da custodire". Ma, la strada per farlo resta avvolta nella nebbia. Nel suo messaggio, il capo dello Stato, non a caso ha indicato una delle tante occasione mancate dell'Unione: ver lasciato "cadere in maniera imprevidente" le conclusioni di quella Conferenza sul futuro dell'Europa che fu voluta e istituita proprio da Sassoli. E che, tra le tante proposte, ne sottolineò una sostenuta da un po' tutti i protagonisti della cerimonia a Bruxelles: il superamento dell'unanimità.
L'omaggio a Sassoli è stata anche l'occasione per vedere volti del Pd che non sempre appaiono uno a fianco all'altro: da Schlein a Enrico Letta, da Giorgio Gori a Nicola Zingaretti, da Graziano Delrio a Prodi, tutti uniti dal filo rosso dell'europeismo. Una sfida alla quale Schlein non ha voluto sottrarsi. "Si, certamente", ha risposto ai cronisti che gli chiedevano se la difesa dei valori Ue implicasse anche il sostegno all'Ucraina, nodo finora gordiano dell'alleanza con Giuseppe Conte. "Il progetto europeo, oggi, mentre continua a sostenere un popolo che subisce un'invasione criminale, deve anche mandare avanti uno sforzo politico e diplomatico che per noi deve tradursi in un unico negoziatore, per non lasciare spazio alle telefonate ambigue di Trump con Putin. Una pace giusta non può essere una resa alle ragioni dell'aggressore", sono state le parole di Schlein. Quasi un preludio della linea che, nell'ormai prossima campagna elettorale, punterà a tenere sullo stesso piano riformisti, centristi, ambientalisti e pentastellati. Ma con l'altare dell'europeismo i partiti di tutto il continente dovranno fare i conti nell'anno elettorale del 2027. E se per Sassoli Patrioti e Afd hanno dedicato null'altro che un religioso silenzio non è stato così per la premier Giorgia Meloni. In serata, ha "celebrato il giusto riconoscimento ad un italiano che ha servito con onore le istituzioni europee e ha creduto nelal democrazia". Pur avendo - le parole della presidente del Consiglio - "idee e posizioni politiche diverse dalle mie".
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.