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Monday, November 2, 2026

Il marito muore, ma cinque mesi dopo lei riceve una telefonata dalla libreria: le ha lasciato 12 libri e 12 lettere. In libreria “La gioia trova sempre la strada”, il romanzo di Libby Page

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«I libri che non abbiamo ancora letto sono amici che non abbiamo ancora conosciuto» ama dire Libby Page. E forse non c’è la frase migliore per accompagnare l’uscita italiana di La gioia trova sempre la strada, il romanzo che, dopo aver conquistato critica e classifiche negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Francia e in Germania, è immediatamente balzato anche da noi nella list dei libri più venduti.

Autentica calamita per il “passaparola”, benedetto dall’endorsement («è semplicemente meraviglioso») di una bestsellerista come Imogen Clark, che ha saputo raggiungere nel nostro Paese le 200.000 copie vendute con il suo La felicità nei giorni di pioggia (entrambi sono pubblicati da Libreria Pienogiorno), il romanzo di Page è soprattutto un luminoso inno al potere dei libri e alla capacità che hanno di raggiungerci quando più ne abbiamo bisogno. Una lettura contagiosa che non promette di preservare da ogni ferita, ma testimonia qualcosa di più vero: che possiamo continuare a sorprenderci e ad abbracciare la vita. Sempre.

«Desideravo scrivere un romanzo che celebrasse la magia della lettura e la fondamentale importanza delle librerie e dei librai nel far arrivare i libri giusti nelle mani dei lettori giusti», commenta la scrittrice, che ha lavorato come cronista al Guardian prima di diventare una narratrice di successo, tradotta in oltre 20 lingue, «perché, come uno dei miei protagonisti, sono convinta che un libro possa perfino cambiare un’esistenza, e io stessa ho visto quel miracolo compiersi».

La storia sa catturare sin dalle prime pagine: Tilly Nightingale, una giovane donna londinese sprofondata in un profondo lutto dopo la prematura scomparsa del marito Joe, cinque mesi dopo la sua morte riceve una telefonata del tutto inaspettata dal proprietario di una libreria locale. Joe, prima di morire, le ha lasciato un regalo speciale: dodici libri, uno per ogni mese dell’anno, ciascuno accompagnato da una lettera scritta di suo pugno. Saranno i libri, i libri di Joe, a prenderla per mano, ad aprirle ancora la strada, a trasportarla in nuove avventure. Ogni pagina è un invito a vincere la chiusura, ad accogliere una sfida, a viaggiare, a riabbracciare gli amici, a incontrare persone nuove, ad abitare con gioia il presente. È una chiamata a vivere.

«Ho scritto ispirata anche dalle mie esperienze di lutto e dalla guarigione che ho trovato nella lettura durante alcuni dei momenti più difficili della mia vita. È un romanzo profondamente personale, ricco di tante cose che mi sono proprie: il piacere di leggere, certo, ma anche l’amore per i viaggi, un senso profondo dell’amicizia e pure una certa inclinazione al romanticismo». Il risultato è «una lettura in grado di risanare ogni cuore» per Kirkus Review, una delle più autorevoli e influenti riviste di recensioni letterarie.

«Mi è piaciuto molto lavorare alle lettere di Joe, e anche trasmettere il suo senso dell’umorismo e il suo ottimismo; sono state molto emozionanti da scrivere, in particolare l’ultima, volevo fosse perfetta. Se il romanzo è colmo di emozioni e d’amore, un amore che vince perfino la morte, è perché io stessa l’ho scritto con il cuore» conclude Page. «Sono grata che i lettori lo abbiano percepito».

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