Usa, tutto quello che c'è da sapere sulle elezioni di midterm: perché, come, per chi e cosa si vota

Il voto statunitense di midterm, in programma martedì 3 novembre, è il grande appuntamento elettorale della seconda parte del 2026, che avrà riflessi e conseguenze sulla politica internazionale, e non solo degli Stati Uniti, nei prossimi mesi.
Si rinnovano le principali istituzioni federali: il Congresso, il Parlamento federale, composto dalla Camera dei rappresentanti e dal Senato. E, indirettamente, si determina quanto spazio avrà la Casa Bianca per realizzare il proprio programma nei due anni successivi. Per questo sono elezioni cruciali.
Le midterm si tengono ogni quattro anni, a metà del mandato presidenziale (da qui il nome), il martedì successivo al primo lunedì di novembre. Non servono a scegliere il presidente e il vicepresidente (non vengono rieletti né sfiduciati), nonostante se ne misuri in qualche modo il livello di consenso nel Paese.
Nella stessa giornata si eleggono anche numerosi rappresentanti a livello statale e locale: i governatori degli Stati, le assemblee statali e le autorità locali. Sulle schede possono comparire referendum e proposte di iniziativa popolare.
Dietro l'appuntamento di martedì 3 novembre c'è un sistema elettorale articolato, nel quale registrazione degli elettori, modalità di voto, scadenze e procedure di scrutinio cambiano da uno Stato all'altro. Dalla scheda consegnata al seggio a quella inviata per posta, fino al momento in cui un risultato diventa ufficiale, ecco come funzionano le elezioni di midterm e quali regole devono conoscere gli elettori.
Che cosa si vota
Gli elettori sono chiamati a rinnovare tutti i 435 seggi della Camera, i cui membri restano in carica due anni, e 35 dei 100 seggi del Senato: 33 rientrano nel normale ciclo elettorale, mentre due sono oggetto di elezioni suppletive in Florida e Ohio, per assegnare i seggi rimasti vacanti dopo l'uscita dal Senato di Marco Rubio, segretario di Stato, e J.D. Vance, vicepresidente, entrambi senatori al momento dell’entrata in carica. Oltre al Congresso, in 36 Stati si voterà per eleggere il governatore.
I membri del Congresso appena eletti posano per una foto di gruppo sulla facciata est del Campidoglio a Washington, martedì 15 novembre 2022. ((Foto AP/Patrick Semansky))
Camera e Senato: collegi e mandati
Le elezioni per la Camera si svolgono in 435 collegi, ciascuno dei quali elegge un rappresentante: ognuno rappresenta un collegio, i seggi sono distribuiti fra gli Stati in proporzione alla popolazione.
Per il Senato, invece, gli elettori votano per i candidati che rappresentano il proprio Stato. Ogni Stato elegge due senatori, indipendentemente dagli abitanti. Il mandato dura sei anni con rinnovo scaglionato, quindi i mandati sono sfalsati nel tempo e solo una parte dei seggi viene rinnovata ogni due anni.
Alla Camera conta il risultato del singolo collegio, per ogni seggio senatoriale vota l'intero Stato interessato. Di norma vince chi raccoglie più voti, anche senza la maggioranza assoluta.
Il 3 novembre non si voterà per il Senato federale in 15 Stati. Le due consultazioni si svolgono nella stessa giornata, ma costituiscono competizioni distinte, con candidati e risultati da verificare separatamente.
Congresso (Ansa)
Gli Stati al voto per il Senato
Ecco dove si voterà per il Senato federale: Alabama, Alaska, Arkansas, Colorado, Delaware, Florida, Georgia, Idaho, Illinois, Iowa, Kansas, Kentucky, Louisiana, Maine, Massachusetts, Michigan, Minnesota, Mississippi, Montana, Nebraska, New Hampshire, New Jersey, New Mexico, North Carolina, Ohio, Oklahoma, Oregon, Rhode Island, South Carolina, South Dakota, Tennessee, Texas, Virginia, West Virginia e Wyoming.
Perché il voto di midterm condiziona il governo federale
La maggioranza decide l'agenda dei lavori, guida le Commissioni e condiziona leggi e finanziamenti federali. Il Senato conferma inoltre molte nomine presidenziali, comprese quelle alla Corte suprema. Se l'opposizione conquista anche una sola assemblea, il presidente deve fare i conti con un governo diviso: negoziati più difficili, riforme esposte al blocco e maggiore pressione delle inchieste parlamentari.
Tuttavia, perdere il controllo delle Camere non determina la caduta automatica dell'esecutivo: il governo non dipende dalla fiducia del Congresso. E persino controllare entrambe le Camere non assicura mano libera: al Senato, per superare l'ostruzionismo su molte leggi, occorrono normalmente 60 voti.
elezioni di Midterm (Afp)
Chi vince e come
Il verdetto nasce da centinaia di competizioni locali: ottenere più voti complessivi nel Paese non garantisce la maggioranza dei seggi. Con tutti i seggi occupati, per controllare la Camera servono 218 deputati. Al Senato la soglia è di 51 membri, oppure 50 se il vicepresidente appartiene alla stessa parte politica e può risolvere lo stallo col proprio voto.
Chi può votare e come ci si registra
Per votare alle elezioni federali occorre essere cittadini statunitensi, avere almeno 18 anni entro il giorno del voto e soddisfare i requisiti di residenza previsti dalla giurisdizione in cui si vota. In 49 Stati è necessario registrarsi nelle liste elettorali. Il North Dakota è l'unico Stato che non prevede una registrazione elettorale generale. Le modalità e le scadenze per l'iscrizione variano: in 19 Stati e nel Distretto di Columbia (Washington) è possibile registrarsi anche il giorno delle elezioni, mentre altrove il termine può scadere settimane prima. Gli elettori devono verificare le regole del proprio Stato e che i dati di residenza siano aggiornati.
elezioni di Midterm (Afp)
Le primarie e l'eccezione della Louisiana
La registrazione può incidere anche sulla partecipazione alle elezioni primarie, che selezionano i candidati dei partiti per le elezioni generali. Quest’anno la maggior parte delle primarie si è svolta tra marzo e settembre, con calendari diversi da Stato a Stato. Nelle primarie chiuse in genere possono votare soltanto gli elettori registrati con il partito interessato. In quelle aperte, le regole consentono una partecipazione più ampia. Nelle elezioni generali, invece, gli elettori possono scegliere tra i candidati presenti sulla scheda, indipendentemente dalla propria affiliazione partitica. La Louisiana costituisce un'eccezione per la Camera: il 3 novembre è previsto un voto aperto tra i candidati e, se nessuno raggiunge la maggioranza richiesta, è previsto un successivo appuntamento il 12 dicembre. La competizione per il Senato in Louisiana si svolge invece il 3 novembre.
elezioni di Midterm (Afp)
Il voto degli americani all'estero e le limitazioni
I cittadini statunitensi che vivono all'estero possono partecipare alle elezioni federali per corrispondenza, facendo riferimento allo Stato in cui hanno la propria residenza elettorale negli Stati Uniti. È questo il caso del Papa, che ieri ha votato per posta per l’Illinois, essendo registrato come cittadino di Chicago, la sua città di nascita.
Per avviare la procedura, gli elettori possono utilizzare il Federal Post Card Application, il modulo federale che permette ai cittadini all'estero e al personale militare avente diritto di registrarsi e richiedere una scheda. Le scadenze per richiedere e restituire il voto restano legate alle regole dello Stato di riferimento. I residenti permanenti che non hanno acquisito la cittadinanza non possono votare per il Congresso. Anche per le persone condannate per reati le regole non sono uniformi: le limitazioni dipendono dalla legislazione statale e possono variare in base alla condanna e alla situazione della pena.
elezioni di Midterm (Afp)
Documenti d'identità e schede provvisorie
Le norme sull'identificazione degli elettori variano da Stato a Stato. Secondo la National Conference of State Legislatures (NCSL), 36 Stati chiedono o impongono di presentare un documento o un'altra forma di identificazione al seggio. Negli altri, l'identità viene verificata con modalità differenti, per esempio attraverso la firma o i dati presenti nelle liste elettorali. Anche i documenti accettati e le procedure previste per chi ne è sprovvisto cambiano a seconda della giurisdizione. In alcuni casi, se sorgono dubbi sull'identità o sull'iscrizione dell'elettore, è possibile esprimere una provisional ballot, una scheda provvisoria conservata separatamente. Il voto viene conteggiato soltanto dopo la verifica dei requisiti e dell'iscrizione, secondo le procedure dello Stato. In alcuni casi può essere necessario presentare successivamente documenti o informazioni integrative.
elezioni di Midterm (Afp)
Come viene espresso e registrato il voto
Non esiste un unico sistema di voto valido in tutti gli Stati Uniti. Gli elettori possono compilare schede cartacee a mano oppure utilizzare dispositivi elettronici. I sistemi impiegati e le procedure di registrazione e conteggio dipendono dalle autorità statali e locali. Secondo la U.S. Election Assistance Commission, oltre il 98% delle giurisdizioni elettorali utilizza sistemi che producono una registrazione cartacea di ogni voto. Le schede e i registri vengono custoditi secondo procedure di sicurezza e possono essere sottoposti a verifiche successive al voto.
Schede postali e ballot drop box
Anche le regole sul voto per posta sono differenti. In 29 Stati gli elettori possono richiedere una scheda per corrispondenza senza dover fornire una motivazione. In 13 Stati è necessario rientrare in una categoria prevista dalla legge o indicare una giustificazione. In 8 Stati le schede vengono inviate automaticamente a tutti gli elettori attivi registrati; anche il Distretto di Columbia utilizza questo sistema. La restituzione può avvenire per posta, di persona o, dove consentito, attraverso apposite cassette di raccolta, le ballot drop box. La NCSL segnala che 29 Stati e il Distretto di Columbia le autorizzano esplicitamente per legge, ma le modalità di collocazione, accesso e sorveglianza variano.
elezioni di Midterm (Afp)
Voto anticipato e voto per corrispondenza
Gli elettori possono votare di persona il giorno delle elezioni oppure, dove previsto, in anticipo o per corrispondenza. La maggior parte degli Stati consente il voto anticipato in presenza senza richiedere una motivazione. Alabama, Mississippi e New Hampshire non offrono una forma generalizzata di voto anticipato, pur prevedendo specifiche possibilità di voto per assenti. Le finestre temporali cambiano da Stato a Stato e possono estendersi per diversi giorni.
E, da quanto emerge da un'analisi dell'AP sui dati elettorali, a cinque giorni dall'Election Day, il voto anticipato sta superando nettamente i livelli delle precedenti elezioni di midterm: milioni di americani in più hanno votato in anticipo, con incrementi particolarmente marcati negli Stati che ospitano sfide combattute per il Senato. L'aumento è particolarmente evidente in Texas: fino a mercoledì, oltre 6,3 milioni di texani avevano già votato, contro i 4,2 milioni registrati nello stesso periodo di quattro anni fa; un incremento del 50%.
elezioni di Midterm (Afp)
Anche in Maine, Michigan, Carolina del Nord e Kansas, Stati caratterizzati da una competizione serrata per il Senato, il voto anticipato è cresciuto di oltre il 30% rispetto allo stesso punto di quattro anni fa. In South Carolina, dove gli elettori devono scegliere il successore del defunto senatore repubblicano Lindsey Graham, il voto anticipato è aumentato dell'83%.
In tutto il Paese, oltre 43 milioni di americani hanno votato in anticipo di persona o hanno inviato la propria scheda elettorale per posta: si tratta di quasi 10 milioni di persone in più rispetto al 2022.
Le scadenze per restituire le schede
La scadenza per restituire una scheda per posta non è uniforme: 35 Stati richiedono che arrivi entro il giorno delle elezioni. Altri 15 Stati e il Distretto di Columbia accettano, a determinate condizioni, schede ricevute successivamente purché spedite entro la scadenza prevista. Le schede consegnate a mano non possono essere restituite dopo il giorno delle elezioni e in alcuni Stati devono arrivare prima. Per il personale militare e i cittadini all'estero valgono procedure dedicate, ma anche in questi casi le scadenze dipendono dalle regole applicabili nello Stato di riferimento.
Un referendum politico sul presidente
Per chi governa, la storia suggerisce prudenza. Il nome del presidente, infatti, non compare sulla scheda ma il suo futuro politico passa anche da quelle urne. La regola storica del voto di midterm vuole che chi governa solitamente perda le elezioni di metà mandato. Dal 1934 al 2022 il partito del presidente ha perso seggi alla Camera in 20 elezioni di metà mandato su 23, circa l'87% dei casi. Dai dati dell'American Presidency Project dell'Università della California, Santa Barbara, emerge un saldo medio di 27 seggi in meno per consultazione, includendo anche gli anni positivi. Perdere seggi, tuttavia, non equivale necessariamente a perdere la maggioranza.
Alcune sconfitte hanno segnato un'epoca: i democratici di Franklin D. Roosevelt persero 72 seggi nel 1938, quelli di Bill Clinton 54 nel 1994, quelli di Barack Obama 63 nel 2010. Nel 2018 i repubblicani di Donald Trump arretrarono di 41 seggi. Nel 2022 i democratici di Joe Biden limitarono il passivo a 9: persero la Camera, ma guadagnarono un seggio al Senato. Le sole eccezioni alla Camera, nel periodo considerato, furono il 1934 con Roosevelt, il 1998 con Clinton e il 2002 con George W. Bush.
Una tendenza, dunque, non un destino inevitabile. Il voto di midterm è tuttavia un referendum politico. A pesare sono la popolarità del presidente, l'economia e la capacità dei partiti di mobilitare gli elettori. L'affluenza è generalmente inferiore a quella delle presidenziali: convincere i sostenitori a tornare alle urne diventa decisivo.
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