Ilva, blocchi degli operai “isolano” la raffineria Eni: “Scali di Bari e Brindisi senza carburante per aerei”
I blocchi degli operai dell’Ilva di Taranto davanti alla raffineria Eni, lungo la Statale Jonica 106, rischiano di mandare in tilt gli aeroporti di Bari e Brindisi, isolando il traffico passeggeri dalla Puglia. Gli scali hanno emesso due Notam, cioè gli avvisi agli aviatori, per allertarli sulla scarsità di carburante poiché la protesta dei lavoratori impedisce alle autocisterne di lasciare l’impianto del Cane a sei zampe. Lunedì sera erano 37 le autocisterne bloccate nello stabilimento.
L’allerta per i piloti – che devono quindi arrivare nei due aeroporti con un carico che gli consente di coprire integralmente anche la tratta successiva – è stato emesso da Aeroporti di Puglia e, al momento, ha come durata temporale fino alle 8 di mercoledì. Tuttavia, l’emergenza è destinata a perdurare, poiché i sindacati Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno proclamato altre 48 ore di sciopero a partire dalla mezzanotte e quindi la protesta andrà avanti a oltranza.
Lo sciopero, iniziato lunedì, ha portato a tagliare in due la statale 106 e la statale Bari-Taranto. Oltre ai problemi di viabilità in uscita dalla città, il sostanziale isolamento della raffineria Eni sta provocando disagi anche al trasporto pubblico in difficoltà con i rifornimenti di carburante, come gli aeroporti. Kyma Mobilità, azienda che gestisce il trasporto pubblico a Taranto, è stata costretta a rivedere il servizio. L’interruzione del passaggio ai varchi dell’Eni impedisce infatti ai mezzi incaricati di consegnare il gasolio di raggiungere regolarmente le destinazioni. L’azienda partecipata per la mobilità urbana ha avvertito gli utenti con un comunicato, preannunciando “significative modifiche” alla programmazione.
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