Nuovo balzo dell’inflazione, Meloni chiede aiuto all’Ue: “Più flessibilità sul deficit. Con il caro energia non possiamo agire da soli”
Con questa inflazione, serve una maggiore flessibilità da parte dell’Unione Europea. È questo il messaggio che Giorgia Meloni ha recapitato alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Il nuovo balzo dell’inflazione registrato a settembre (+4,2% su base annua, con gas, +47%, e diesel, +34%, a trainare il rialzo) mette in allarme la premier, che torna a chiedere un aiuto a Bruxelles. “Crediamo che a fronte della crescita inflazionistica dovuta al caro energia a livello globale sia necessario riconoscere agli Stati membri una flessibilità aggiuntiva per sostenere famiglie e imprese”, ha dichiarato Meloni.
In videocollegamento alla seconda edizione di “Oltre le Radici”, l’evento annuale del quotidiano Il Gazzettino, la presidente del consiglio ha annunciato di avere intenzione di presentare la questione alla riunione Ecofin della prossima settimana e poi al prossimo Consiglio Ue tra due settimane. “È necessario – ha detto – tenere conto della maggiore inflazione registrata in questo periodo nel calcolo dei parametri europei da rispettare e del deficit consentito. Altri Stati membri stanno andando nella stessa direzione”. Un concetto già ribadito in mattinata da Adolfo Urso. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy commentando i dati Istat a margine del Form del Largo Consumo, ha dichiarato che “grazie all’iniziativa di Eni e quella delle altre compagnie” si riuscirà a limitare l’impatto del costo dei carburanti sulla crescita inflattiva. Ma, in ogni caso, “è assolutamente necessario che agisca anche l’Europa“. “Non possiamo agire da soli in un contesto europeo in cui gli altri stanno ancora a guardare alla finestra”, ha detto il ministro.”Per questo – prosegue – la premier Meloni e i ministeri competenti hanno agito sin dall’inizio per indicare la strada giusta: dalla revisione dei meccanismo degli Ets al liberare le nostre imprese da alcuni vincoli purtroppo inattuabili o comunque in questo momento penalizzati dal Green Deal“.
Nel frattempo, sale la pressione sulla Bce per ulteriori rialzi dei tassi. Ma secondo Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, l’inflazione, che “è tornata e pesa sulla vita quotidiana delle persone”, non dipende solo dallo shock energetico. Intervenendo all’ottavo seminario annuale sui mercati dei capitali organizzato da Commissione europea, Bei e Mes a Lussemburgo, Schnabel ha negato che l’attuale livello inflattivo sia il risultato esclusivamente dell’alto costo di carburanti, gas e elettricità. “Proprio quando l’eurozona si stava mettendo alle spalle l’aumento dell’inflazione post pandemia – ha dichiarato – è stata colpita da nuove crisi. La banca centrale ha “agito tempestivamente in risposta”, ma si dovrebbe “guardare oltre” perché “tassi d’interesse più alti non riaprono lo stretto di Hormuz“.
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