Scattano accise sul gasolio più alte, nessun decreto in Gazzetta
Le accise sul gasolio rincarano domani di 6,1 centesimi, senza che il meccanismo delle accise mobili compensi la fine dello sconto fiscale applicato fino ad oggi. In Gazzetta Ufficiale non compare infatti il decreto interministeriale Mase-Mef che sarebbe stato necessario per utilizzare l'extragettito Iva per ridurre le accise. I tagli fiscali sui carburanti scompaiono del tutto per la prima volta da marzo, da quando è stato cioè approvato il primo decreto legge in seguito alla guerra Usa-Iran.
Scade a mezzanotte lo sconto fiscale di 6,1 centesimi al litro sul gasolio, l'ultimo varato dal governo, finanziato con tagli ai ministeri. Da martedì 6 agosto, hanno annunciato nei giorni scorsi la premier Meloni e il ministro delle Imprese Urso, si passa alle accise mobili. Che sono sempre sconti fiscali sui carburanti, ma questa volta finanziati senza toccare i bilanci pubblici. Il decreto interministeriale di Economia e Sicurezza energetica sulle accise mobili è atteso entro la mezzanotte. Dovrà indicare i carburanti interessati dallo sconto fiscale, l'ammontare dello sconto e il periodo di applicazione.
Le accise mobili sono un meccanismo che si autoalimenta. In pratica, il taglio delle accise sui carburanti viene finanziato con l'extragettito dell'Iva sul greggio del mese precedente, dovuto all'aumento delle quotazioni internazionali. Rispetto agli sconti finanziati con fondi pubblici, non va ad aumentare il deficit, ma permette una riduzione dei prezzi inferiore. Il governo settimane fa aveva annunciato di voler abbandonare i tagli generalizzati sui carburanti (che favoriscono i più ricchi che consumano di più) e passare a misure mirate per le categorie più esposte (i meno abbienti e gli autotrasportatori). Su queste misure mirate però al momento non è stato trovato un accordo politico.
Nel frattempo, Eni il 25 settembre ha annunciato un price cap sui suoi prodotti di 2,19 euro sul gasolio e 1,99 euro sulla benzina, dal 28 settembre per 30 giorni. Il 27 lo sconto sui carburanti per 30 giorni è stato annunciato anche dal gruppo azero Socar, che controlla Ip. Il 29 ha seguito a ruota la kuwaitiana Q8, infine è arrivata la libica Tamoil. Il price cap ha fatto scendere i prezzi medi alla pompa. Il 27 settembre, la benzina self sulle strade ordinarie era a 2,159 euro al litro, il gasolio a 2,377. Il 5 ottobre la benzina è a 2,048 euro e il gasolio a 2,242.
I piccoli operatori però, le "pompe bianche", che non hanno i volumi di vendita per fare gli sconti, hanno accusato di concorrenza sleale i 4 grandi gruppi. Secondo l'Osservatorio prezzi carburanti del ministero delle Imprese, il 3 ottobre solo il 51,7% degli impianti praticava un prezzo della benzina inferiore a 2 euro al litro, e il 52,2% del gasolio sotto i 2,20 euro. Sono 10.400 gli impianti che si sono adeguati al price cap, rispetto ai 20.140 circa esistenti in Italia. Per giovedì 8, i ministri della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e delle Imprese, Adolfo Urso, hanno convocato le imprese di raffinazione che operano in Italia, per avere un quadro della situazione e capire se ci sono margini per aumentare la produzione e ridurre i prezzi.
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