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Saturday, October 31, 2026

Non solo i figli Flavio ed Eduardo: ecco tutti i sostenitori di Jair Bolsonaro fuggiti dal Brasile per non essere arrestati

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Non solo i figli Flavio ed Eduardo: ecco tutti i sostenitori di Jair Bolsonaro fuggiti dal Brasile per non essere arrestati

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Flávio Bolsonaro è l’ultimo esponente del cerchio magico dell’ex presidente Jair Bolsonaro ad avere scelto di scappare all’estero piuttosto che affrontare la giustizia in Brasile. Dal 2023 a oggi, sono cinque le figure di spicco del bolsonarismo che hanno trovato rifugio in vari Paesi del mondo: dagli Stati Uniti all’Italia.

Una decisione che prima di Flávio aveva già preso suo fratello Eduardo, terzo figlio di Jair Bolsonaro. A marzo del 2025, dopo due mesi dall’entrata in carica di Donald Trump, Eduardo ha rinunciato alla carica di deputato federale e si è trasferito negli Stati Uniti denunciando “una persecuzione politica” da parte della magistratura brasiliana. A luglio dello scorso anno è stato indagato dalla Corte Suprema per avere cercato di influenzare l’esito del processo che vedeva alla sbarra proprio il padre, all’epoca imputato per tentato colpo di Stato e condannato poi a 27 anni per questi fatti. Secondo le accuse, Eduardo sarebbe entrato in contatto con alte autorità americane per imporre sanzioni economiche contro i giudici della Corte Suprema che stavano processando l’ex presidente Bolsonaro. Una vicenda per la quale è stato condannato a 4 anni e 2 mesi nel maggio del 2026.

Nonostante la sentenza già passata in giudicato, Eduardo ha ottenuto il permesso di soggiorno permanente negli Stati Uniti, dove da alcuni giorni si è rifugiato anche suo fratello Flávio. Proprio l’ex sfidante di Lula è arrivato a Miami a bordo di un jet privato dopo avere usato il passaporto italiano per raggiungere l’Argentina. Attualmente è invischiato nell’inchiesta sul Banco Master, dove risulta indagato per corruzione e riciclaggio di denaro.

Un altro pezzo da novanta del bolsonarismo è Alexandre Ramagem, ex capo dei servizi segreti brasiliani durante il governo di Jair Bolsonaro. Qualche giorno prima di essere condannato a 16 anni di carcere per avere partecipato al tentato golpe del 2022, Ramagem ha attraversato il confine tra Brasile e Guyana e si è imbarcato su un volo diretto a Miami. È entrato in America grazie al passaporto diplomatico e tutt’ora vive nell’area di Orlando.

Oltre agli Stati Uniti, anche l’Italia sta ospitando una figura molto vicina all’ex Presidente Bolsonaro, cioè l’ex deputata Carla Zambelli. Una politica balzata alle cronache per avere inseguito pistola in pugno una persona in pieno giorno per le strade di San Paolo. A maggio 2025 è stata condannata a 10 anni di carcere dalla Corte Suprema per gli attacchi hacker commessi contro i server del Consiglio Nazionale di Giustizia, ma pochi giorni più tardi è volata a Roma grazie al passaporto italiano. Arrestata dalla polizia il 29 luglio 2025, è rimasta nella sezione femminile del carcere di Rebibbia fino a maggio di quest’anno, quando la Cassazione ha annullato la richiesta di estradizione per sospetti di parzialità durante il processo celebrato in Brasile. Su di lei pende un nuovo procedimento di estradizione per un’altra condanna diventata nel frattempo definitiva, sul quale si esprimerà la Corte d’appello di Roma il prossimo 24 novembre. Durante le votazioni per il ballottaggio Lula-Bolsonaro, è stata fotografata assieme ad altri militanti bolsonaristi mentre faceva la fila per votare al consolato brasiliano di Milano.

In Spagna, invece, è rifugiato dal 2023 il noto blogger bolsonarista Oswaldo Eustaquio, attualmente indagato per il tentato golpe con l’accusa di avere partecipato alle manifestazioni golpiste davanti alle caserme dell’esercito. A dicembre del 2025, la giustizia spagnola ha negato la richiesta di estradizione avanzata dai giudici brasiliani perché l’ordinamento spagnolo non prevede un reato simile a quello contestato dalla Procura Generale di Brasilia. Condizione indispensabile per concedere l’estradizione.

Non è riuscito a fuggire in tempo Silvinei Vasques, l’ex direttore generale della Polícia Rodoviária Federal, condannato a 24 anni di carcere nel processo sul tentato golpe del 2022 per avere organizzato una serie di posti di blocco su alcune autostrade brasiliane con l’obiettivo di ritardare l’arrivo degli elettori ai seggi nelle regioni roccaforti di Lula. Secondo la Polícia Federal, Vasques si è tolto il braccialetto elettronico e ha raggiunto in macchina il vicino Paraguay per prendere un volo verso El Salvador, sfruttando un passaporto di copertura. Un piano fallito il 26 dicembre 2025, quando Vasques è stato arrestato all’aeroporto di Asunción.

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