Perché sulla ‘gonna di Tajani’ il vero disastro l’ha fatto il centrosinistra
Antonio Tajani sul palco di Formello si è improvvisato consigliere matrimoniale del figlio maschio, più o meno con queste parole: meglio lasciar perdere la donna appariscente, incline a «mettere qualche cornetto», e sposare quella «meno appariscente ma affidabile», che “magari ha le gonne un po’ più lunghe”, ma è capace di tenere in piedi la famiglia. Il lessico è da cinepanettone democristiano, l’analisi sociale è ferma agli anni Cinquanta, la morale riduce l’affidabilità femminile alla lunghezza della gonna e fa coincidere il fascino con la tentazione del tradimento.
Eppure, Tajani ha detto anche qualcosa di buon senso, lo stesso buon senso che permette a molti e molte di considerare le sue parole tutto sommato innocue. Perché scandalizzarsi? Cos’ha detto di strano? Si chiedono quelli che puntualmente concludono: “Non si può più dire niente”. Lo stesso Tajani, peraltro, ha allargato il discorso alla figlia femmina: “Vuoi il ragazzo muscoloso, il playboy, o quello affidabile con giacca e cravatta? Io consiglio sempre l’affidabile”. Eliminato il moralismo sartoriale, la tesi di buon senso è tanto spicciola quanto condivisibile: se devi costruire una vita con qualcuno, uomo o donna che sia, contano il carattere, la serietà e la lealtà, non l’esteriorità appariscente né la propensione a concedersi avventure passeggere.
Il disastro è cominciato quando è intervenuta l’opposizione. Pd e Italia Viva, infatti, sono scattati con il solito riflesso pavloviano: indignazione d’ordinanza, accuse di “patriarcato vannacciano”, sdegno astratto contro la visione da “angelo del focolare”. È la solita reazione pigra e lontana dal sentire comune, che ottiene come sempre l’effetto opposto: far passare Tajani per un padre saggio bersagliato dai fanatici del politicamente corretto.
Se il centrosinistra volesse fare opposizione efficace dovrebbe imparare, una buona volta, a non cadere in queste trappole. La risposta vincente non è la predica sull’emancipazione offesa, ma lo smontaggio lucido dell’argomento. Basterebbe osservare che la serietà di una persona non si misura in centimetri di stoffa e che Tajani ha certamente fatto un’uscita infelice, perché le donne, come gli uomini, possono essere libere, affascinanti e nello stesso tempo partner affidabili. Basterebbe ricordare che la fedeltà è una scelta di rispetto reciproco, non un obbligo claustrofobico e moralistico. Finché la sinistra risponderà alle uscite da bar con anatemi astratti, la destra continuerà a sembrare più vicina alle persone comuni. Che probabilmente continueranno a votarla.
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