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Saturday, October 31, 2026

Separazione delle carriere, Forza Italia ci riprova (ignorando il referendum): “Ripresentiamo la proposta, le riforme ambiziose richiedono tempo”

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Separazione delle carriere, Forza Italia ci riprova (ignorando il referendum): “Ripresentiamo la proposta, le riforme ambiziose richiedono tempo”

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Poco più di sei mesi fa, i cittadini hanno bocciato quel progetto con 15 milioni di No. Eppure, come gli ultimi giapponesi dopo la Seconda guerra mondiale, c’è chi continua a combattere nella giungla nonostante l’esito del referendum: “Forza Italia alla Camera e al Senato ripresenterà la proposta di legge di iniziativa popolare sulla separazione delle carriere, promossa dall’Unione delle Camere penali, già depositata in Parlamento e sottoscritta da oltre 70mila cittadini. Un atto simbolico in ossequio ai 13 milioni di Sì, ma anche un segnale concreto della nostra determinazione a portare avanti questa battaglia”, ha annunciato il capogruppo azzurro a Montecitorio Enrico Costa, a margine del congresso delle Camere penali (il “sindacato” degli avvocati penalisti”) in corso a Brescia. “Le criticità sono ancora tutte sul tavolo e, se qualcuno pensa di voler voltare pagina, dovrà confrontarsi con la nostra convinzione”, sottolinea Costa, in un messaggio implicito anche agli alleati di Fratelli d’Italia, che dopo il referendum hanno deposto le armi sulla giustizia. “Siamo consapevoli che le riforme più ambiziose hanno bisogno di tempo per maturare, ed è fondamentale tenere accesa la fiammella riformatrice di fronte a un tentativo di conservazione delle correnti” dei magistrati, afferma in riferimento alle elezioni dei membri togati del nuovo Consiglio superiore della magistratura, appena stravinte dalla “sinistra giudiziaria”.

L’annuncio fa parte di un progetto a lungo termine del partito guidato da Antonio Tajani: approvare la separazione dei percorsi professionali di giudici e pm – storica battaglia di Silvio Berlusconi – “depurata” però dall’altro pilastro della fu riforma Nordio, il sorteggio dei componenti del Csm voluto da Fratelli d’Italia (“L’unica cosa figa è il sorteggio”, ammise off the records l’ex sottosegretario Andrea Delmastro) e vero motivo, secondo gli azzurri, della sconfitta referendaria. Il primo passo per arrivare all’obiettivo sarà proprio la riproposizione, nelle prossime settimane, del testo delle Camere penali, già depositato da Costa il primo giorno di legislatura e poi assorbito da quello firmato dal ministro della Giustizia. Anche questa proposta prevede due Csm separati, uno per i giudici e uno per i pm, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica; a differenza della riforma bocciata nelle urne, però, i componenti togati non verrebbero sorteggiati, ma eletti come adesso dai colleghi magistrati. L’altra grossa differenza riguarda la proporzione tra i togati e i laici, cioè i consiglieri eletti dal Parlamento tra avvocati e professori universitari: la riforma Nordio manteneva l’attuale rapporto di due a uno in favore dei magistrati, mentre il testo promosso dai penalisti prevede la metà dei seggi per ciascuna categoria. Non solo. La proposta di iniziativa popolare interviene anche sull’obbligatorietà dell’azione penale, cioè l’obbligo dei pm di indagare su qualsiasi notizia di reato di cui vengano a conoscenza: l’articolo 112 della Costituzione viene modificato aggiungendo la frase “nei casi e nei modi previsti dalla legge“, che apre la porta a uno svuotamento dell’obbligo, consegnando alla politica il potere di decidere i reati da perseguire.

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