Tajani: “Per la sicurezza usiamo in strada la Polizia locale imboscata negli uffici”. Il sindacato: “Insulto inaccettabile”
Per aumentare la sicurezza sui territori “si potrebbe utilizzare la Polizia locale, che spesso nelle grandi città finisce per essere anche un po’ imboscata negli uffici, per stare in mezzo alla strada e fare tante cose che poi invece sono costrette a fare le forze dell’ordine”. La frase di Antonio Tajani, pronunciata giovedì sera a È sempre Cartabianca su Rete 4, fa imbestialire i sindacati della Polizia locale. “Non possiamo mandare tutti i militari a fare quello che non è il loro mestiere“, argomenta il vicepremier e ministro degli Esteri, rispondendo a una domanda di Bianca Berlinguer sulla proposta di Matteo Salvini di aumentare la presenza dell’esercito nelle strade delle città. Come alternativa, Tajani propone di “valorizzare la Polizia locale e fare in modo che le forze dell’ordine siano sgravate di alcuni compiti”. Il riferimento agli “imboscati”, però, non va giù alle sigle di categoria. “Definire “imboscati” gli agenti e gli ufficiali della Polizia locale impegnati in mansioni interne non è soltanto un insulto gratuito a una categoria che garantisce quotidianamente la sicurezza urbana nei comuni italiani, ma dimostra, anche da parte sua, una preoccupante e inaccettabile superficialità riguardo all’organizzazione e al quadro normativo che disciplina i nostri corpi”, scrive la segreteria del sindacato Diccap in una lettera indirizzata al leader di Forza Italia, resa pubblica col titolo “Agenti “imboscati”? Insulto inaccettabile da un vicepremier”.
“Come Diccap, sindacato che da decenni si batte per la dignità e il riconoscimento dei diritti di questi lavoratori, riteniamo doveroso ricordarle alcuni dati che un esponente del governo non dovrebbe ignorare: la complessità delle mansioni e attività d’ufficio della Polizia locale non sono un “rifugio”, ma la spina dorsale di compiti istituzionali complessi e irrinunciabili”, prosegue la lettera. “Parliamo di indagini delegate di polizia giudiziaria, illeciti edilizi, ambientali e commerciali, notifiche e gestione dei contenziosi, gestione delle attività legate alla videosorveglianza, ascolto dei cittadini da parte degli operatori di centrale operativa e tanto, tanto altro ancora. Attività che, per legge, richiedono ore di lavoro d’ufficio per poter essere istruite e trasmesse, quando necessario, all’autorità giudiziaria”, sottolinea la sigla. E il sindacato Csa-Ospol, sui social, è ancora più duro: “Da trent’anni imboscati dentro parlamenti nazionali ed europei liberamente denigrano uomini e donne della Polizia locale. Chiedessero ai familiari dei colleghi Liguori, Savarino, Imprezzabile, Cinque, Brunner, eccetera, quanto fossero imboscati”, scrivono, elencando i nomi di appartenenti alla Polizia locale morti in servizio.
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