Usa: mega multa da 25 miliardi per Meta, "ha ingannato utenti su privacy"

Un giudice del New Mexico ha condannato Meta a pagare 25 miliardi di dollari per avere ingannato gli utenti riguardo alle proprie pratiche di tutela della privacy dei dati. Si tratta di una delle sanzioni più elevate mai inflitte a un colosso tecnologico. La causa del New Mexico contro la società di Facebook, Instagram e WhatsApp risale al 2021, a seguito dello scandalo che coinvolse la società di consulenza politica Cambridge Analytica. Il mese scorso, al termine di un processo durato due settimane, una giuria presso il tribunale distrettuale statale di Santa Fe si è espressa contro Meta, stabilendo che la società ha commesso 43 milioni di violazioni delle leggi del New Mexico a tutela dei consumatori. Per ogni violazione è prevista una sanzione massima di 5mila dollari. Oggi, il giudice Francis J. Mathew, del tribunale distrettuale statale di Santa Fe, ha formalizzato questa storica sanzione.
Meta blinda Zuckerberg dalla tassa sui paperoni in California
Intanto, il consiglio di amministrazione di Meta blinda Mark Zuckerberg dalla tassa sui paperoni che andrà al voto in California a novembre. La misura, nota come Proposition 40, prevede l'imposizione di un'imposta una tantum del 5% sui residenti che hanno un patrimonio oltre 1,1 miliardi di dollari. I fondi raccolti saranno destinati per il 90% alla sanità. La possibilità che l'iniziativa venga approvata ha spinto Zuckerberg a ipotizzare di lasciare lo Stato, ma il cda di Meta gli ha strappato un accordo per farlo restare in California. L'intesa prevede che venga emessa a gennaio una nuova classe di azioni per agli azionisti, che l'amministratore delegato può vendere senza ridurre il suo controllo sulla società in cambio del suo impegno a restare in California. Zuckerberg vale 247 miliardi di dollari e l'imposta potrebbe costargli 12,5 miliardi.
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