Le crisi sbarcano a New York, Iran e Zelensky all'Onu. Poi Trump vede Xi
La crisi in Medio Oriente, la guerra in Ucraina e il dibattito sull'intelligenza artificiale. E' un'agenda fitta quella che attende i circa 150 capi di stato e di governo in arrivo a New York per l'81esima Assemblea Generale dell'Onu, l'ultima dell'era Antonio Guterres.
La lista dei presenti è lunga e include tutti i protagonisti delle grandi crisi in corso: da Donald Trump all'iraniano Masoud Pezeshkian passando per Benjamin Netanyahu, da Volodymyr Zelensky al ministro degli esteri russo Serghei Lavrov. Per l'Europa ci saranno il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, l'Alta rappresentante per gli Affari Esteri Kaja Kallas. Molte però anche le assenze di rilievo, in primis quella del presidente cinese Xi Jinping. Nonostante l'attesa visita negli Stati Uniti per incontrare Trump a Washington il 24 settembre, Xi non ha previsto una tappa a New York. Non ci saranno neanche il premier indiano Narendra Modi, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la premier Giorgia Meloni (a rappresentare l'Italia è il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani). Assente forzato il presidente palestinese Abu Mazen: per il secondo anno consecutivo gli Usa hanno negato il visto alla delegazione, e l'Assemblea Generale ha approvato una risoluzione per permettergli di parlare con un videomessaggio o un discorso pre-registrato.
Trump prenderà la parola martedì sullo sfondo della guerra in Iran. Lo farà, come per tradizione, dopo l'intervento di apertura del presidente brasiliano Lula e prima del debutto del primo ministro britannico Andy Burnham. Il presidente sfrutterà l'Assemblea dell'Onu per una girandola di incontri e faccia a faccia per fare il punto sui temi che vedono gli Stati Uniti in prima fila. E' previsto infatti un suo incontro con i leader dei paesi del Golfo per discutere i prossimi passi di conflitto iraniano che, per ora, sembra lontano da una svolta. Previsto per Trump anche un bilaterale con la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez, e forse un incontro con Zelensky, il primo dopo la visita prima in Russia e poi in Ucraina dei suoi inviati Steve Witkoff e Jared Kushner. La guerra russa sarà anche al centro di un incontro di alto livello del Consiglio di Sicurezza mercoledì mattina, con la probabile partecipazione di Zelensky.
"In un momento in cui il mondo affronta tre minacce esistenziali, l'intelligenza artificiale fuori controllo, la crisi climatica e l'intollerabile aggravarsi delle disuguaglianze, la cooperazione internazionale è più necessaria che mai", ha detto Guterres presentando la sua ultima Assemblea.
Il segretario generale lascerà l'incarico il 1 gennaio 2027 e il suo successore non è ancora stato scelto. Guterres si appresta a lasciare una Onu in stato di crisi ormai permanente dopo i tagli dei fondi da parte degli Stati Uniti, e alle prese con una lunga serie di sfide, l'ultima in ordine temporale quella dell'intelligenza artificiale. L'IA dovrebbe essere al centro di una riunione del Consiglio di Sicurezza mercoledì, a cui parteciperà anche il ceo di OpenAI.
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