Ha perdonato gli aggressori che lo hanno ridotto in fin di vita: Davide Cavallo poliziotto ad honorem
Aveva rischiato la vita per una brutale aggressione nella movida milanese. Poi, quando si è trovato davanti gli uomini accusati di averlo ridotto in fin di vita, ha chiesto al giudice di potersi avvicinare a loro. Non per insultarli o chiedere vendetta, ma per abbracciarli e perdonarli. È la storia di Davide Simone Cavallo, nominato dal capo della Polizia Vittorio Pisani “poliziotto ad honorem”. Ed è stata probabilmente l’immagine più forte delle celebrazioni di San Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato, che quest’anno hanno avuto Milano come teatro della cerimonia nazionale.
Cavallo era rimasto gravemente ferito nell’ottobre 2025. Il perdono ai suoi aggressori lo aveva già affidato a una lettera, prima di ripeterlo in aula durante il processo. Un gesto che la Polizia ha scelto di premiare con il titolo onorifico istituito nel 2020 per i cittadini che, attraverso i loro comportamenti, esprimono concretamente i valori ai quali si richiama l’istituzione. A consegnargli il riconoscimento sul palco della Scala è stato Pisani, insieme al presidente nazionale dell’Associazione della Polizia di Stato Michele Paternoster.
Una storia diventata il centro di una giornata che la Polizia ha voluto dedicare soprattutto alle nuove generazioni. Le celebrazioni sono cominciate nel Duomo, con la messa officiata dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dello stesso Pisani. Poi la Scala, dove ad attendere le istituzioni c’erano oltre 1.200 studenti delle scuole superiori di Milano e provincia. È a loro che si è rivolta una parte consistente della manifestazione: sicurezza informatica, bullismo, sicurezza sulle strade e sui treni, rispetto delle diversità. Niente lezioni frontali, ma quiz, giochi, spot e confronti con il personale della Polizia Postale, Stradale e Ferroviaria. Sul palco della Scala c’è stato spazio anche per il mondo dell’associazionismo e dell’inclusione, con il saluto alle rappresentanze di Juppiter, Pizza AUT e On The Road. Poi la musica. La Banda della Polizia, diretta dal maestro Maurizio Billi, ha portato alla Scala le arie della tradizione lirica, con il soprano Maria Agresta e il tenore Vittorio Grigolo. Alla fine il teatro si è alzato in piedi per ricordare i poliziotti caduti nell’adempimento del dovere e quelli uccisi dalla criminalità organizzata e dal terrorismo.
Dietro l’organizzazione delle iniziative c’è l’Ufficio Comunicazione della Polizia di Stato diretto da Domenico Cerbone, che ha costruito la giornata intorno al rapporto tra istituzioni e nuove generazioni. A chiudere la manifestazione è stato il ministro Matteo Piantedosi, prima dell’Inno di Mameli. Ma l’immagine destinata a restare è quella arrivata qualche minuto prima: Davide Simone Cavallo sul palco accanto al capo della Polizia Vittorio Pisani. Un ragazzo che non ha mai indossato una divisa, ma che per un giorno la Polizia ha deciso di considerare uno dei suoi.
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