Mondiali di ciclismo: Evenepoel domina la crono, un Ganna d'argento si inchina ancora
Forme uniche della continuità nello spazio. Ha un che di boccioniano la pedalata di Remco Evenepoel, statuaria ed efficientissima, che lancia come un proiettile il belga verso il suo quarto titolo mondiale a cronometro consecutivo. Ancora una volta non ce n'è per nessuno contro tale prodigio della meccanica in bicicletta, nemmeno per quel Filippo Ganna che dall'avvento del fuoriclasse fiammingo si è trasformato - suo malgrado - da uomo da battere a primo degli umani.
L'azzurro conquista il terzo argento negli ultimi quattro anni, la sesta medaglia iridata dopo un bronzo e i due ori del 2020 e del 2021, ma nel tempo il divario si è ampliato fino a diventare incolmabile: se nel 2023 e nel 2024 erano stati 12 e 6, a Montreal sono 57 i secondi di distacco dal belga al traguardo. L'ultimo gradino del podio va a un sorprendente Paul Seixas, che in settimana festeggerà il ventesimo compleanno e che si candida a futuro rivale del belga anche nelle prove contro il tempo.
Che sia una competizione prova senza storia lo si capisce fin da subito, con Evenepoel che già dal primo intermedio fa gara a sé ("Mi hanno detto che ero in netto vantaggio, sono stato in controllo tutto il tempo", racconta al traguardo), degno e roboante ospite del circuito Gilles Villeneuve da cui transita il percorso. Non succede a Ganna, che si ritrova invece decimo e costretto a una rimonta virtuale sui nove che lo precedono: possibile con otto di loro, infattibile con il marziano belga.
Il ct azzurro Marco Villa si tiene il lato brillante della medaglia inaugurale, che consente alla spedizione italiana di affrontare con più serenità la settimana di rassegna iridata.
Per Evenepoel - traspare anche dalle sue parole - l'entusiasmo è addirittura limitato, tanto dava per scontato un risultato comunque unico nella storia (mai nessuno aveva vinto quattro titoli a crono di fila). L'obiettivo dichiarato del fiammingo è la doppietta con la prova in linea di domenica prossima; solo lì potrà dirsi felice appieno. Troverà però una gara da controllare e una calma da mantenere, con avversari come Seixas o il messicano Del Toro, oggi sesto, pronti ad attaccarlo e a fargli saltare i nervi.
Questi tre, però, non sono gli unici a uscire dalla giornata con ottimi auspici per domenica prossima. Al Giro del Lussemburgo, infatti, Mathieu Van der Poel ha vinto dopo la fuga solitaria più lunga del millennio, 175 chilometri di assolo che lo proiettano di diritto tra i favoriti. L'Italia può guardare invece a un Davide Piganzoli in ottima forma, che ha fatto sua la classifica della corsa lussemburghese, come possibile outsider.
Prosegue un regno iridato a cronometro anche tra le donne: è Marlen Reusser, nel giorno del suo 35esimo compleanno, a fare il bis dopo il 2025. La svizzera domina la prova, concludendo con 40 secondi di vantaggio sulla britannica Zoe Backstedt e 45 sulla tedesca Franziska Koch. Manca il podio per 5 secondi Elisa Longo Borghini, quarta ma comunque soddisfatta: "Sono stupita di me stessa - racconta la piemontese a fine gara, mostrando solo un pizzico di rammarico -. Sono partita forse un po' troppo piano, ma non mi aspettavo questo tempo e mi dà tanta fiducia per sabato".
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