Abu Dhabi accusa il copilota, 'usata l'ascia per atto terroristico'
Un "atto terroristico" compiuto con l'ascia di emergenza (obbligatoria) in dotazione alla cabina di pilotaggio: così il procuratore generale emiratino, Hamad Saif Al Shamsi, ha definito l'aggressione avvenuta mercoledì scorso a bordo di un aereo FlyDubai diretto in Israele e costretto ad un atterraggio di emergenza in Arabia Saudita dopo che il copilota ha ferito il comandante, prima di essere immobilizzato da altri passeggeri. Le indagini hanno rivelato che il copilota "aveva iniziato a realizzare un atto terroristico", ha spiegato l'alto magistrato, precisando che il sospettato ha "aggredito il comandante nella cabina di pilotaggio usando l'ascia di emergenza" ivi custodita e ha tentato "di prendere i comandi dell'aereo", che trasportava 174 persone, in gran parte israeliani. Funzionari israeliani citano inoltre testimoni secondo i quali il copilota stava "colpendo violentemente" il pannello dei comandi. L'inchiesta prosegue "per chiarire tutte le circostanze dell'incidente e le relative motivazioni", ha aggiunto l'inquirente.
Il procuratore non ha reso nota la nazionalità del copilota - attualmente in stato di fermo negli Emirati Arabi - ma vari media internazionali hanno riferito che si tratta del 29enne Hammam al-Hammami, padre omanita e madre siriana, con diversi anni di vita trascorsi negli Emirati. Al pilota era stato vietato di pilotare aerei per motivi di sicurezza dalle autorità dell'Oman, le quali ritenevano che fosse stato influenzato da gruppi islamisti radicali durante un soggiorno in Siria.
Il profilo LinkedIn legato apparentemente al suo nome indica che ha lavorato per Oman Air per sette anni, lasciando la compagnia nel febbraio 2025, prima di entrare a far parte di Royal Air Maroc nel giugno 2025, lasciandola nel gennaio 2026, anche se la compagnia di Casablanca ha precisato che, dopo un periodo di formazione di tre mesi, la sua candidatura per lavorare lì era stata respinta. La pagina non menzionava FlyDubai, dove secondo la Cnn avrebbe lavorato per soli otto mesi, dopo aver tentato, senza successo, di farsi assumere dalla compagnia Emirates. Secondo l'università britannica Buckinghamshire New University, al-Hammami era iscritto a uno dei suoi corsi a distanza "in gestione aeronautica", ma "non ha seguito alcun corso di addestramento al pilotaggio".
È proprio sul suo presunto profilo LinkedIn - poi rimosso - che sono stati pubblicati, nove ore dopo l'incidente, due post con immagini di matrice terroristica: il primo, rivela la Cnn, con filmati girati dalla cabina di pilotaggio di un Boeing 737 Max (lo stesso tipo di aereo che ha subito l'attacco), con riprese di aerei di compagnie israeliane come El Al, e una foto di Ayman al-Zawahiri, leader di al-Qaeda dopo la morte di Osama bin Laden, e una di Humam Khalil Abu-Mulal al-Balawi - affiliato ad al-Qaeda - che nel 2009 uccise nove persone, tra cui sette funzionari e collaboratori della Cia in un attentato suicida. Il secondo post presenta un'immagine generata dall'intelligenza artificiale che ritrae i tre luoghi più sacri dell'Islam - alla Mecca, a Medina e a Gerusalemme - collegati da una scia luminosa continua. In sottofondo, una poesia dal tono di sfida parla del rifiuto dell'umiliazione, dell'assenza di paura della morte e della difesa della propria dignità. Ma non è chiaro chi abbia pubblicato i post o se fossero programmati in anticipo. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha affermato che l'uomo aveva "subito un indottrinamento islamista radicale" e "aveva intenzione di far precipitare l'aereo con i suoi passeggeri", avvertendo che chiunque fosse coinvolto pagherà un "prezzo pesante".
Il copilota è stato trasferito dall'Arabia Saudita ad Abu Dhabi, che ha giurisdizione perché l'aereo è registrato negli Emirati Arabi e opera sotto la loro bandiera. All'indagine e all'interrogatorio parteciperanno anche funzionari israeliani, giunti sabato nella capitale emiratina. Diversi i nodi ancora da chiarire. Il procuratore generale emiratino non ha spiegato cosa avrebbe comportato concretamente l'attacco se fosse riuscito né quali fossero le motivazioni. Non si conoscono inoltre gli orari esatti dei vari eventi avvenuti a bordo, ad esempio a che ora il copilota abbia preso il sopravvento sul comandante. Giallo anche sulla presenza a bordo dei due piloti di FlyDubai fuori servizio che poi hanno preso il controllo dell'aereo. Ma la domanda centrale è come al-Hammami possa essere salito a bordo dell'aereo nonostante il divieto per i piloti provenienti da Paesi che non hanno relazioni diplomatiche con Israele, come l'Oman, di operare voli diretti verso Israele.
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