Media Usa: “Possibili raid contro l’Iran dal 4 novembre”. Khamenei: “Reagiremo allargando il conflitto, senza limiti geografici”
Gli Usa minacciano nuovi attacchi e l’Iran risponde paventando l’allargamento geografico del conflitto. Ai Paesi del Golfo alleati di Washington sarebbe giunto il monito statunitense: nuovi raid contro Teheran potrebbero a partire del 4 novembre, il giorno dopo le elezioni di midterm, decisive per gli Usa e Donald Trump. Lo riferisce MS Now, citando tre alti funzionari dei Paesi arabi a conoscenza delle discussioni, come riportato da Al Jazeera.
Come risposta, la Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha ordinato di aggiornare l’elenco degli obiettivi militari occidentali, affinché “ogni tipo di risorsa materiale e immateriale del nemico americano-sionista sia alla portata delle forze armate”. Il raggio d’azione delle forze armate della Repubblica islamica sarà “senza limitazione geografiche“, perché “qualsiasi livello e tipo di minaccia deve ricevere una risposta immediata ed efficace”, ha proseguito il leader. Khamenei ha dettato la linea durante un incontro con gli alti comandanti militari, secondo quanto riferiscono le agenzie di stampa Irna e Tasnim. “Se i nemici dovessero nuovamente lanciare attacchi militari o terroristici, saranno le forze armate della Repubblica islamica e la nazione iraniana a determinare il momento e le condizioni della loro conclusione”, ha avvisato Khamenei stando ai media di Teheran. Come “massima deterrenza“, l’ayatollah ha invocato il rafforzamento della capacità di intelligence militare, lo sviluppo della difesa nazionale sul piano della “dottrina” e delle “tattiche” e l’impiego di nuove tecnologie per potenziare le capacità di difesa e di sicurezza.
Il rischio di un allargamento geografico del conflitto è stato ribadito dal portavoce dell’esercito iraniano, Mohammad Akraminia, sulla piattaforma X: “Se il presidente americano dovesse lanciarsi nuovamente in un’avventura regionale, sotto la pressione dei sionisti e con l’obiettivo di compiacerli, le fiamme della guerra si estenderebbero senza dubbio a un’area geografica molto più vasta”.
Secondo le fonti della stampa Usa, gli attacchi contro l’Iran sarebbero di breve durata ma particolarmente intensi. I Paesi del Golfo starebbero facendo pressione su Washington affinché allenti le tensioni, per il timore di possibili ritorsioni iraniane. Un funzionario ha affermato che “non sarebbe sorpreso” se alcuni Stati del Golfo si opponessero all’utilizzo delle basi militari americane presenti sul loro territorio per lanciare gli attacchi. Gli Stati Uniti non colpiscono l’Iran dal primo settembre e il presidente Donald Trump si è impegnato a non condurre nuove operazioni militari prima delle elezioni di metà mandato. Interpellato sulle indiscrezioni, un funzionario della Casa Bianca ha dichiarato a MS Now: “Non commentiamo piani militari sensibili che potrebbero esistere o meno”. Trump, ha aggiunto, “mantiene tutte le opzioni sul tavolo per garantire che l’Iran non possa mai avere un’arma nucleare”.
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