Premio Goncourt 2026 a Philippe Jaenada per 'L'Inconnue du quai de Javel'

E' Philippe Jaenada il vincitore del Prix Goncourt 2026, il più prestigioso riconoscimento letterario francese. Lo scrittore e giornalista francese, 62 anni, è stato premiato oggi al ristorante Drouant di Parigi per il romanzo 'L'Inconnue du quai de Javel', pubblicato il 12 agosto da Flammarion.
Jaenada ha ottenuto sei voti, contro i tre andati a Sylvain Prudhomme, autore di 'De l'autre côté du lac' (Minuit).
L'annuncio è stato dato dalla presidente di giuria Françoise Chandernagor, davanti ai giornalisti riuniti nella storica sede parigina del premio. Il riconoscimento, accompagnato simbolicamente da un assegno di dieci euro, rappresenta la più importante consacrazione letteraria francese e garantisce tradizionalmente ai libri vincitori una significativa visibilità commerciale.
Con questa vittoria Jaenada aggiunge un nuovo riconoscimento al proprio percorso, dopo il Prix Femina ottenuto nel 2017 con 'La Serpe', romanzo dedicato a un caso di triplice omicidio avvenuto nel castello di Escoire, tradotto in italiano con il titolo 'Lo strano caso di Henri Girard' da Sellerio.
L'edizione 2026 del Goncourt, la 124esima, ha visto in finale anche Yannick Haenel con 'La solitude des professeurs est infinie' (Gallimard), Clémentine Mélois con 'Choses que je croyais perdues' (L'Arbalète/Gallimard). Tutti e quattro gli autori finalisti erano dunque pubblicati da case editrici appartenenti al gruppo Madrigall, che riunisce, tra gli altri, Gallimard, Flammarion ed Éditions de Minuit.
La trama del libro
Al centro del libro premiato quest'anno c'è un fatto di cronaca nera risalente al settembre 1949. Il corpo senza vita di una giovane donna viene ritrovato lungo la Senna, sul quai de Javel, a Parigi. Il giorno successivo la vittima viene identificata: è Louise Cansot, una delle modelle più celebri di Montparnasse. Nonostante l'individuazione di quattro sospettati, l'inchiesta viene archiviata per mancanza di prove. Jaenada riprende il caso, rimasto irrisolto per decenni, e ne propone una ricostruzione attraverso un approfondito lavoro di ricerca documentale e archivistica. Il romanzo intreccia indagine, ricostruzione storica e digressioni autobiografiche, secondo una formula narrativa che caratterizza gran parte della produzione dell'autore.
L'autore
Nato nel 1964 a Saint-Germain-en-Laye, nelle Yvelines, Jaenada ha esordito nella narrativa nel 1997 con 'Le Chameau sauvage', premiato con il Prix de Flore (con il titolo 'Il cammello selvatico' è stato tradotto da Feltrinell nrl 2001). Nel corso della carriera si è progressivamente concentrato sulla ricostruzione letteraria di celebri casi giudiziari e di cronaca, firmando opere come 'Sulak' (2013), dedicato al rapinatore Bruno Sulak, e 'La Petite Femelle' (2015). Tra i suoi lavori più recenti figurano 'Au printemps des monstres' (2021) e 'La Désinvolture est une bien belle chose' (2024).
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