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Wednesday, October 28, 2026

Ravvedimento speciale, rate e scadenze per chi rinnova il concordato preventivo biennale

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L’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità operative per accedere al ravvedimento speciale relativo ai periodi d’imposta dal 2020 al 2023. Le istruzioni sono contenute nel provvedimento del 23 ottobre 2026, che dà attuazione all’articolo 29 del Dlgs n. 148/2026. La misura permette ai contribuenti in possesso dei requisiti di regolarizzare una o più annualità attraverso il pagamento di imposte sostitutive delle imposte sui redditi, delle relative addizionali e dell’Irap.

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Quello che devi sapere

I beneficiari

Il vantaggio è riservato a chi ha aderito al concordato preventivo biennale (Cpb) per il 2024-2025 e rinnova l’adesione per il periodo 2026-2027. Non possono quindi accedere al regime agevolato coloro che partecipano al concordato per la prima volta nel nuovo biennio. Per i contribuenti soggetti agli Indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa), la scadenza per aderire al Cpb 2026-2027 è fissata al 2 novembre 2026.

Per approfondire: Concordato preventivo biennale 2026-2027, scadenza richieste il 2 novembre: come aderire

I requisiti per l’accesso

Oltre al rinnovo del concordato, occorre che, per le annualità interessate, il contribuente rientri in almeno una delle categorie individuate dalla disciplina. Possono beneficiare del ravvedimento coloro che hanno applicato gli Isa, dichiarato una causa di esclusione collegata all’emergenza Covid-19 oppure attestato condizioni di non normale svolgimento dell’attività. Sono ammessi anche gli operatori che esercitano due o più attività d’impresa non riconducibili al medesimo indice, quando i ricavi delle attività non considerate dall’Isa prevalente superano il 30% del totale dichiarato. 

Per approfondire: Manovra 2027, ipotesi blocco compensazioni fiscali per cartelle a 30mila euro

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Le annualità interessate

La regolarizzazione può riguardare liberamente una o più annualità comprese tra il 2020 e il 2023. Il contribuente, per esempio, può scegliere di intervenire soltanto sul 2021 oppure sulle annualità 2021 e 2023. Se nello stesso periodo d’imposta ha prodotto sia redditi d’impresa sia redditi di lavoro autonomo, deve invece esercitare l’opzione per entrambe le categorie, senza possibilità di limitare il ravvedimento a una sola.

Domanda e versamento tramite F24

L’opzione può essere esercitata dal 1° gennaio al 15 marzo 2027. Non è necessario presentare una comunicazione separata: la scelta si perfeziona, per ciascuna annualità selezionata, attraverso il modello F24 relativo al pagamento dell’intero importo oppure della prima rata delle imposte sostitutive dovute. Nel modello occorre indicare l’anno d’imposta cui si riferisce la regolarizzazione e il numero complessivo delle rate prescelte. In caso di pagamento dilazionato, va riportato anche il numero della rata versata. I codici tributo da utilizzare saranno comunicati dall’Agenzia delle Entrate con una successiva risoluzione. Per le società di persone, le associazioni professionali e le società che applicano il regime di trasparenza fiscale previsto dagli articoli 115 e 116 del Tuir, sono richiesti specifici adempimenti. L’opzione è valida soltanto quando risultano presentati tutti gli F24 relativi alla prima o unica rata delle imposte sostitutive: quello della società o associazione per l’Irap e quelli dei soci o associati per le imposte sui redditi e le relative addizionali. Il versamento di queste ultime può essere effettuato anche direttamente dalla società o associazione, secondo quanto previsto dalla normativa.

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Il pagamento in rate

Chi sceglie di non versare in un’unica soluzione può suddividere l’importo in un massimo di dieci rate mensili di pari ammontare. Sulle rate successive alla prima si applicano gli interessi al tasso legale, con decorrenza dal 16 marzo 2027. Il ravvedimento si perfeziona soltanto con il pagamento integrale delle somme dovute. Tuttavia, il versamento tardivo di una rata successiva alla prima non determina la perdita del beneficio se il pagamento viene effettuato entro la scadenza della rata seguente. 

In caso di mancato pagamento

Se si verifica la decadenza, questa riguarda esclusivamente l’annualità per la quale era stata esercitata l’opzione, senza estendersi automaticamente agli altri periodi d’imposta regolarizzati. La procedura non produce effetti se il pagamento dell’importo unico o della prima rata avviene dopo la notifica di un processo verbale di constatazione, di uno schema di atto di accertamento previsto dallo Statuto dei diritti del contribuente oppure di un atto di recupero di crediti inesistenti.

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Base imponibile e dati nel cassetto fiscale

Per calcolare le imposte sostitutive bisogna fare riferimento alle dichiarazioni fiscali presentate e alle informazioni rilevanti ai fini Isa disponibili al 12 agosto 2026, data di entrata in vigore del Dlgs n. 148/2026. L’Allegato 1 al provvedimento individua i campi dichiarativi da utilizzare per determinare gli importi dovuti. Per semplificare gli adempimenti, l’Agenzia delle Entrate rende disponibili nel cassetto fiscale gli elementi informativi utili al calcolo delle somme da versare. I dati possono essere consultati nell’area riservata dei servizi telematici, direttamente dai contribuenti oppure attraverso gli intermediari delegati. Prima di procedere, gli interessati devono quindi verificare il possesso dei requisiti, individuare gli anni da regolarizzare, determinare le imposte sostitutive e scegliere la modalità di pagamento. Il termine ultimo per versare l’importo unico o la prima rata tramite F24 è il 15 marzo 2027.

Per approfondire: Concordato preventivo biennale 2026/2027, in arrivo incentivi per aderire: le novità

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