Domande e rabbia per le devastazioni in Francia: "Perché tutto questo?"

Al mattino il tetto brucia ancora. E' una domenica di lacrime, domande e rabbia per Limoges dopo l'incendio che ha distrutto il municipio con la storica torre campanaria crollata. Le immagini hanno fatto il giro del mondo divenendo il simbolo dei violenti disordini che hanno oscurato le proteste di ieri in tutta la Francia per l'alto costo della vita e una scuola migliore. Chi indaga ipotizza un'azione organizzata dai casseur.
“Quando l'ho vista venire giù mi ha ricordato Notre Dame”, dice questa signora. “Nessuno li ha fermati, non mi riconosco più in questo paese. Ma la maggior parte dei giovani che erano in piazza, assicura lei, non c'entra niente".
Sotto shock anche la capitale Parigi devastata dai saccheggi dopo ore di guerriglia urbana. “Ero venuta qui con mio marito per manifestare ma immediatamente siamo stati colpiti dai gas e lacrimogeni. Mi chiedo chi ha permesso che succedesse tutto questo e perché”. Duemila i fermi, quasi la metà a Parigi e 600 agenti feriti per il Ministero degli Interni.
A Marsiglia la Prefettura parla di 30.000 saccheggiatori e 8.000 rivoltosi in azione, ma infuriano le polemiche sulla impreparazione e l'uso brutale della forza da parte degli agenti. “Me ne stavo tranquillo laggiù”, racconta questo ragazzo. “Avevo il volto coperto perché non volevo che i miei genitori mi vedessero in tv. Mi hanno fermato, erano in 5, mi hanno rotto il naso e preso a pugni in faccia, senza motivo”.
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