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Monday, November 2, 2026

Midterm Usa, non solo gli equilibri nel Congresso: in gioco c’è anche il futuro dei data center per l’Ai

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Midterm Usa, non solo gli equilibri nel Congresso: in gioco c’è anche il futuro dei data center per l’Ai

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Non si decideranno solamente tutti i membri della Camera dei Rappresentanti e 35 senatori, con conseguenti effetti sulla seconda parte del mandato di Donald Trump. Martedì, con le elezioni di midterm, è in gioco anche il futuro dei data center per l’intelligenza artificiale. Un tema, negli Usa, sempre più al centro di polemiche e proteste, da molti considerato un rischio per l’eccessivo consumo di elettricità e acqua e il conseguente aumento dei costi e problemi ambientali. Non solo il 3 novembre si voterà per oltre 40 referendum in diversi Stati per aumentare le restrizioni sullo sviluppo dei center ma anche la scelta di governatori e altre cariche elettive locali potranno avere un effetto sulle future costruzioni di data center. In quattro Stati, in particolare, la questione è stata centrale in questa campagna elettorale: Texas, Michigan, Georgia e Ohio. In molte aree, tra l’altro, i progetti da centinai di miliardi di dollari sono stati messi in pausa proprio in attesa dell’esito del voto.

In Texas

Greg Abbott, governatore repubblicano che si candida al quarto mandato, lo scorso novembre parlava del Texas come “dell’epicentro dello sviluppo della Ai“, facendo del suo Stato il secondo per presenza di data center, ma dalla scorsa estate ha iniziato a ordinare la sospensione di centinaia di progetti. Questo di fronte a una campagna per la rielezione che si è andata facendo sempre più difficile per un tempo popolarissimo governatore, ora costretto a una sfida serrata con la democratica Gina Hinojsa che promette di imporre un divieto a nuovi data center fino a quando non sarà approvata una legge per proteggere le comunità locali dai problemi provocati da questi impianti. “La vicenda dei data center è l’ultimo esempio dell’operato di un governatore che fa gli interessi dei ricchi invece di quelli della popolazione del Texas”, è l’attacco con cui la democratica ha raccolto sostegni nelle comunità rurali texane, tradizionale bacino elettorale del Gop, accusando il repubblicano di aver fatto aumentare la bolletta elettrica dei texani ottenendo invece per sé milioni di dollari di donazioni da parte del Big Tech, compreso Elon Musk. Molti di questi elettori repubblicani hanno deciso quindi di votare per la democratica per punire Abbott, e hanno dato via a un vero e proprio movimento, “Break Rank”, rompete le righe. “Il mio partito ha fallito”, dichiarava in agosto al Washington Post Tom Weeks, 66enne repubblicano attivista del movimento contro data center. “Niente è stato fatto dal nostro partito per aiutarci, nessun repubblicano in carica ha sostenuto la nostra lotta e io non voterò per loro”, aggiungeva annunciando il suo voto per Hinojosa. La questione dei data center è anche centrale nel duello per il seggio del Senato, con il democratico James Talarico che accusa il repubblicano Ken Paxton, attuale attorney general, di “aver messo in vendita il Texas” all’industria dell’Ai in cambio di contributi elettorali.

In Michigan

Nello Stato del Michigan, invece, sono entrambi i candidati governatori ad avere chiesto restrizioni ai data center, con la democratica Jocelyn Benson, in testa per la successione a Gretchen Whitmer, la governatrice uscente dem finita sotto accusa per aver permesso la realizzazione dei center nello Stato, che promette misure più severe rispetto al candidato repubblicano John James. Ma la posizione più radicale è quella di Abdul E Sayed, il candidato dem al Senato che appoggia la proposta di Bernie Sander e Alexandria Ocasio-Cortez per un bando federale alla costruzione di nuovi data center e regolamenti più severi suoi modelli di Ai.

In Georgia

Esenzioni fiscali e ampia disponibilità di energia elettrica hanno fatto realizzare molti data center In Goergia negli ultimi anni. La democratica Keisha Lance Bottoms , in lizza per succedere al governatore repubblicano Brian Kemp che ha accolto a braccia aperte i center, vuole mettere in pausa il boom del settore per rivedere come i center usano l’elettricità e l’acqua della comunità locali e il metodo delle esenzioni fiscali. Per i repubblicani corre un miliardario, Rick Jackson, che ha investito in progetti di data center in Texas e ne difende i benefici.

In Ohio

Ci sono almeno 20 referendum locali per imporre restrizioni allo sviluppo dei data center nello stato del Midwest che l’attuale leadership repubblicana ha aperto allo sviluppo di questi impianti, garantendo anche sgravi fisicali per attirare gli investimenti di Big Tech. Anche qui la candidata democratica alla poltrona di governatore, Amy Acton, ha promesso un divieto di nuovi progetti che non garantiscano determinati criteri di copertura di costi e di negoziati pubblici con le comunità che dovranno ospitare i data center. Il candidato repubblicano, Vivek Ramaswamy, da sostenitore dei data center, ad agosto, dopo mesi di proteste e opposizione da parte della popolazione dell’Ohio, ha promesso che fermerà nuove costruzioni senza una legge che assicuri forniture elettriche gratuite per i residenti e il pagamento di tasse di proprietà piena da parte dei gestori degli impianti. La candidata dem al Senato, Sherrod Brown, definisce il senatore repubblicano in carica Jon Husted “Il volto dei data center”, affermando che le esenzioni fiscali che ha fatto approvare per le società tech di fatto sono state pagate dai residenti locali. La democratica, che risulta in testa nei sondaggi, chiede la fine delle esenzioni fiscali, maggiore trasparenza e controllo da parte delle comunità locali dei progetti. Husted, che era vice governatore quando sono iniziate le costruzioni dei data center in Ohio, da parte sua ha presentato al Congresso una legge per chiedere ai gestori dei center di promettere di minimizzare i problemi per i residenti, proposta bocciata dai dem perché troppo debole.

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