Claudio Baglioni a Roma dopo la polmonite interstiziale acuta: “Il mio non sarà un addio definitivo perché un certo modo di andare non si ferma mai. Dopo 44 anni siamo ancora qua”
Una macchina del tempo dentro Villa Borghese. Claudio Baglioni è tornato a Piazza di Siena esattamente 44 anni dopo il famoso raduno “Alé-Oó” del 24 ottobre 1982, e lo ha fatto spiazzando il pubblico: niente classico d’apertura, ma un brano mai ascoltato prima, “Che notte è questa!”, che dà il titolo all’intero progetto live. Il pezzo sarà disponibile in digitale dal 13 novembre. È una dichiarazione d’amore alla Capitale: nel testo, la notte romana è descritta come irripetibile, mai vista prima e destinata a non ripetersi.
Nell’impianto scenico firmato da Giuliano Peparini, i maxischermi hanno mandato le immagini d’epoca del concerto del 1982. A seguire l’esibizione strumentale del figlio Giovanni Baglioni con “Get up!” e “Roots”. L’ingresso dell’artista è stato annunciato dalle note di “Notte di note, note di notte”, suonate dalla super band di 18 elementi tra musicisti, fiati, quartetto d’archi e coristi, e accolto da un boato.
Sull’evento pesa un’emozione diversa dal solito. Il rinvio a giugno del tour per motivi di salute, una polmonite interstiziale acuta, ha lasciato il segno e sul palco si è percepito il sollievo di un artista che ha temuto di non poter decidere in autonomia come e quando chiudere la carriera. Davanti a 6.400 spettatori a sera, Baglioni ha detto: “Dopo 44 anni siamo ancora una volta qui”.
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