I mosaici di Rupnik a Lourdes, il velo per il rispetto alle vittime
Da quasi vent'anni erano il simbolo del santuario di Lourdes: opere colorate, luminose, con lo sguardo dei personaggi del Vangelo che in qualche modo 'parlava'. Erano i mosaici di Marko Rupnik, l'ex gesuita accusato di abusi da diverse religiose. Per questo era stato anche scomunicato, poi Francesco aveva tolto questa pesante sanzione. Ma alcune vittime vogliono giustizia e ora Rupnik è sotto processo alla Dottrina della Fede.
Che cosa fare delle opere artistiche di una persona accusata di uno dei crimini più odiosi? Il vescovo di Lourdes, Jean-Marc Micas, da tempo ragionava sul fatto che nel santuario mariano si recano a pregare anche vittime di queste violenze. Ed avere come primo impatto la grandiosa opera di una persona accusata era un'offesa. La decisione è andata per gradi: prima è stato deciso di non illuminarli la sera. Ora, per la visita del Papa, sono stati coperti. Una decisione che appare irreversibile. Verosimilmente si arriverà alla rimozione.
Inaugurati nel 2008, per il centocinquantesimo anniversario delle apparizioni mariane, rappresentavano i Misteri della Luce, le cinque scene del rosario introdotte da Giovanni Paolo II. Erano in tutte le fotografie di gruppo dei pellegrini, erano la prima cosa che saltava all'occhio entrando dall'ingresso principale e, la sera, quando il popolo di Lourdes si riunisce in processione, cantando e pregando, erano il punto finale della celebrazione, occupando quasi l'intera facciata della basilica del rosario.
Già a luglio del 2024 il vescovo Micas aveva detto: "Sarebbe preferibile rimuovere questi mosaici". Poi la decisione di andare per tappe: prima la non illuminazione, ora sono stati coperti con dei teli del colore della basilica, tornando dunque all'impatto precedente al 2008. Ma già si immagina la loro rimozione. Il portavoce della Conferenza episcopale francese, mons. Pierre-Antonie Bozo oggi ha detto: "È stato un primo passo, dopo bisognerà proporre qualcosa di bello, abbiamo degli artisti per questo".
Le vittime di Rupnik hanno recentemente espresso la loro soddisfazione per questa decisione del santuario mariano sui Pirenei francesi. Ma Rupnik è un po' il Caravaggio dei nostri tempi e il paragone riguarda non solo la diffusione delle sue opere ma anche il fatto che l'artista del 1600 fu accusato di risse, possesso illegale di armi e finanche di omicidio. E se a Lourdes sono stati coperti, i mosaici di Rupnik, un paio di settimane fa sono stati invece inaugurati al santuario di Nostra Signora di Aparecida, in Brasile.
Sono dappertutto queste opere, si calcola in duecento luoghi di culto nel mondo, da Fatima (Portogallo) a Cracovia in Polonia, da Washington a Manresa in Spagna. E finanche dentro il Vaticano e il Laterano dove intere cappelle sono coperte dalle tessere che arrivavano dal Centro Aletti, la fucina delle opere d'arte dell'ex gesuita. E costellavano le pagine del Vangelo dei siti vaticani fino a quando Leone XIV ha chiesto di cancellarle tutte. Dopo Lourdes, con il Papa fotografato davanti alla basilica 'spoglia' di quelle opere, gli altri seguiranno la stessa strada?
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