La protesta dei docenti da Roma a Milano: “Chiediamo un salario dignitoso. Basta briciole”
Otto minuti di silenzio, accompagnati dalle note di Beethoven, per denunciare quella che i promotori definiscono l’invisibilità di una categoria che rivendica maggiore attenzione e il pieno riconoscimento dei propri diritti. Docenti e personale Ata sono scesi in piazza sabato scorso in diverse città italiane per chiedere “un salario dignitoso“: “Basta briciole, adeguate gli stipendi alla media europea”, è il motto della mobilitazione.
A promuovere la mobilitazione è il “Flash Mob Docenti e Ata”, movimento nato in modo autonomo, apartitico e indipendente. A Roma rappresentati del personale scolastico si sono ritrovati in viale Trastevere, davanti alla sede del ministero dell’Istruzione e del Merito, per manifestare il proprio dissenso. A Milano invece i docenti si sono riuniti in piazza Duca D’Aosta: “Siamo qua per una dignità salariale per la professione docente perché da essa passa la nostra dignità di professionisti che deve essere garantita da uno stipendio adeguato per vivere e non sopravvivere. Il nostro motto è infatti ‘basta briciole’”, ha detto la referente Ata per Milano e Lombardia, Emanuela Paoletti.
___
“Il futuro non si arma si insegna. Ridiamo dignità alla scuola” è la campagna lanciata dal Fatto Quotidiano in queste settimane (firma QUI la petizione).
Il Fatto Quotidiano chiede anche “una valorizzazione non solo economica della professionalità docente, che riconosca concretamente formazione, esperienza, responsabilità e fornisca gli strumenti adeguati, per ridare prestigio sociale a questa professione cruciale per la salute della democrazia”. In una sola parola: dignità. Per questo da oggi, vogliamo raccogliere le vostre storie: strutture fatiscenti? Laboratori mancanti? Continuità didattica assente? Libertà limitata e censura? Se sei un insegnante, uno studente o il genitore di un alunno raccontaci la tua scuola scrivendo a redazioneweb@ilfattoquotidiano.it.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.