Tax credit autotrasporto, prorogata la scadenza della piattaforma al 20 settembre

Cinque giorni in più alle imprese dell’autotrasporto per chiedere i rimborsi contro il caro carburante degli ultimi mesi. Il ministero dei Trasporti ha prorogato la scadenza della piattaforma online, quella in cui presentare domanda per i crediti d’imposta, fino alle 23.59 del 20 settembre. Un’estensione che arriva dopo il pressing di diverse associazioni, tra cui quella della dei commercialisti (Anc) di pochi giorni fa.
L’ultimo intervento in Cdm
L’intervento era nell’aria anche perché, nel frattempo, il Governo è intervenuto nuovamente per estendere le agevolazioni. Nell’ultimo Consiglio dei ministri, infatti, è stato incluso anche il mese di settembre tra quelli “rimborsabili” ed è stata incrementata la dote di altri 16 milioni, portandola complessivamente a 413,6 milioni.
Come funzionano le domande
Le regole, invece, restano uguali. Le aziende autotrasporto e merci con veicoli Euro 5 ed Euro 6 possono ottenere fino al 70% della maggiore spesa sostenuta per il gasolio (il confronto è fatto con i listini di febbraio). Per accedere è necessario essere iscritti al Registro elettronico nazionale dell’autotrasporto, con posizione attiva al 31 luglio, ed entrare nella piattaforma con Spid o Cie del titolare o del legale rappresentante.
La domanda si articola in pochi passaggi: si selezionano le targhe dei veicoli ammessi, si dichiarano i litri di gasolio acquistati mese per mese e si carica un file excel con il dettaglio delle fatture, distinguendo l’importo netto totale da quello riferito solo al carburante rimborsabile. Il ministero, comunque, si riserva controlli a campione dopo l’erogazione, con possibilità di revoca delle somme in caso di irregolarità.
Il credito da utilizzare entro la fine dell’anno
Il credito ottenuto è utilizzabile in compensazione tramite F24 entro il 31 dicembre 2026, disponibile dal decimo giorno successivo alla comunicazione dei dati all’Agenzia delle Entrate, e non concorre alla formazione del reddito d’impresa. Sarà dunque una corsa contro il tempo per le imprese beneficiarie che, al di là dei versamenti di ritenute, contributi e Iva, si troveranno a calare sul tavolo la carta del credito in compensazione soprattutto per l’appuntamento con il secondo acconto delle imposte sui redditi 2026 in scadenza il 30 novembre.
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