Decreto imballaggi, via libera dal Senato alle nuove norme per la plastica monouso: cosa cambia

Gli involucri di numerosi prodotti, da frutta, verdura e salse ai cosmetici usati negli alberghi, dovranno essere biodegradabili e compostabili
Dagli involucri di frutta, verdura e bevande ai cosmetici usati dagli alberghi, sono numerosi i prodotti coinvolti dalla stretta sulla plastica usa e getta contenuta nel decreto imballaggi approvato dall’aula del Senato. Le misure sono in vigore dall’8 agosto scorso e mirano a vincolare l’immissione sul mercato di alcuni specifici imballaggi di plastica monouso al rispetto dei criteri di biodegradabilità e compostabilità.
Tra gli obiettivi, tutelare l’ambiente e le risorse naturali, ridurre gli impatti ambientali della plastica monouso e promuovere l’economia circolare. Perché il decreto diventi legge bisognerà attendere il via libera definitivo della Camera.
Le novità
L’iter di conversione in legge del dl, che era stato approvato durante il Consiglio dei ministri di martedì 4 agosto e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 agosto, era iniziato nella prima metà di settembre con l’assegnazione del testo alla commissione Ambiente. La scadenza per l’approvazione definitiva è fissata per il 6 ottobre 2026.
Criteri più restrittivi
Il testo della legge rende più restrittivi i criteri a cui gli imballaggi di plastica monouso devono conformarsi quando vengono immessi per la prima volta SUl mercato nazionale. Nello specifico, oltre a rispettare i formati e gli utilizzi consentiti dalla normativa Ue in vigore da febbraio 2025, il Ppwr (Packaging and packaging waste regulation), gli imballaggi dovranno essere certificati da organismi accreditati come biodegradabili e compostabili in conformità con gli standard europei.
L’obiettivo dell’esecutivo è conformarsi alle norme comunitarie senza però danneggiare l’industria. Il decreto mira infatti anche a fornire sostegno all’innovazione industriale e alla competitività delle imprese operanti nel settore delle bioplastiche compostabili, oltre a promuovere l’innovazione tecnologica e produttiva nel settore degli imballaggi compostabili.
Plastica usa e getta
I criteri di biodegradabilità e compostabilità devono essere rispettati innanzitutto dagli imballaggi di plastica monouso usati per i prodotti ortofrutticoli freschi preconfezionati di peso inferiore a 1,5 kg. Sono coinvolti anche quelli che contengono alimenti e bevande, riempiti e destinati al consumo nei locali del settore alberghiero, della ristorazione e del catering.
Nel settore Horeca devono sottostare alle nuove norme anche gli imballaggi contenenti porzioni individuali di condimenti, incluse conserve, salse, panna da caffè e zucchero. Fanno però eccezione quelli forniti insieme ad alimenti pronti da asporto destinati al consumo immediato senza necessità di ulteriori preparazioni e quelli impiegati per garantire la sicurezza e l’igiene in strutture come ospedali, cliniche o residenze sanitarie assistenziali.
Infine, le misure del nuovo decreto valgono per gli imballaggi flessibili monouso per cosmetici e prodotti per l’igiene utilizzati nel settore dell’accoglienza di turisti e viaggiatori, destinati a un impiego individuale e a essere smaltiti prima dell’arrivo dell’ospite successivo.
Le violazioni
In caso di violazione delle nuove regole, il decreto prevede multe da 2.500 a 25mila euro che saranno applicate a partire dal 1° gennaio 2030. Le sanzioni amministrative scattano quando vengono trasgrediti i limiti imposti dalla legge, anche utilizzando dichiarazioni di conformità o altre diciture ingannevoli o elusive. Le sanzioni possono essere aumentate fino al quadruplo del massimo se la violazione riguarda quantitativi di imballaggi di valore superiore al 10% del fatturato del trasgressore.
Riproduzione riservata
©
Newsletter
Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.