Bosnia, elicottero caduto, il soldato sopravvissuto: "È un miracolo che sia vivo"

"È un miracolo che io sia ancora vivo. Ricordo solo che è stata questione di un secondo, di un impatto violentissimo". Così il tenente colonnello medico Flavio Favari, terzo componente del team Medevac della Croce Rossa Italiana, unico sopravvissuto della squadra coinvolta nell'incidente di giovedì scorso in Bosnia-Erzegovina, dove un elicottero italiano impegnato nell'operazione Eufor Althea è precipitato causando la morte di quattro militari, due membri del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana e due sergenti in servizio al Comando aviazione dell'Esercito.
In una nota, la Croce Rossa Italiana spiega che dall'ospedale di Tuzla, dove si trova ricoverato per le fratture riportate nell'impatto, l'ufficiale medico ha ricordato il drammatico momento dello schianto. Quindi ha voluto esprimere la propria profonda gratitudine ai rappresentanti della Consorella, la Croce rossa della Bosnia-Erzegovina, e al ministro della Difesa, Guido Crosetto, che si sono recati in ospedale per fargli visita, oltre che al presidente nazionale della Cri, Rosario Valastro, per la telefonata e la costante vicinanza dimostrata in queste ore.
Le salme dei quattro militari italiani morti nell’incidente dell’elicottero del 29 ottobre in Bosnia dovrebbero arrivare domani, lunedì 2 novembre, intorno alle ore 12 all’aeroporto di Ciampino. Si tratta di Simone Ruggia e Claudio Marchesi dell’Esercito e di Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana. Il volo militare riporterà in Italia i feretri dopo lo schianto del Chinook CH-47, precipitato nella zona di Gorica, nei pressi di Brcko, durante la missione internazionale Eufor Althea.
Dopo l’arrivo è prevista l’allestimento di una camera ardente all’ospedale militare del Celio. I funerali dovrebbero essere celebrati martedì nella basilica di Santa Maria degli Angeli in piazza della Repubblica. Il velivolo apparteneva al primo Reggimento Aviazione dell’Esercito “Antares” di Viterbo.
Tra i feriti figura anche il militare Pietro Bersaglia, originario di Ischia di Castro nel Viterbese, la cui famiglia ha espresso ringraziamenti per la vicinanza ricevuta. La sorella di Pietro, Elisa, ha affidato ai social un messaggio di ringraziamento per la vicinanza ricevuta dalla famiglia in queste ore difficili. "Voglio ringraziare la vita, che anche questa volta ha scelto di donarci la speranza e ha compiuto un nuovo, immenso miracolo per la nostra famiglia", ha scritto. Nel suo messaggio ha ricordato anche le quattro vittime, stringendosi alle loro famiglie, e rivolto un augurio di pronta guarigione agli altri feriti.
Intanto a Roma, presso la cappella della caserma Luigi Pierantoni, è stato aperto uno spazio commemorativo dedicato ai due caduti della Croce Rossa, aperto alla cittadinanza per preghiere e omaggi.
Dall’ospedale di Tuzla, dove è ricoverato, il tenente colonnello medico Flavio Favari, unico superstite del team Medevac della CRI, ha dichiarato: «È un miracolo che io sia ancora vivo. Ricordo solo che è stata questione di un secondo, di un impatto violentissimo». Favari ha ringraziato la Croce Rossa bosniaca, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il presidente della CRI Rosario Valastro per la vicinanza dimostrata. Proseguono le indagini per accertare le cause dello schianto.
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