Ciclone midterm sulle Borse: tutte le piazze europee in rosso. Crollano le asiatiche
Il tonfo di Wall Street trascina i mercati europei. Il giovedì nero Usa – con la fuga dai titoli legati a data center e intelligenza artificiale, con la previsione di una stretta delle regole, con la vittoria dei democratici alle elezioni di midterm – rischia di diventare il venerdì nero delle piazze europee. Lo scivolone del Nasdaq (che ha perso oltre 5 punti percentuali) ha già avuto conseguenze pesanti sui mercati azionari asiatici e dell’area del Pacifico. E nel Vecchio continente le Borse aprono tutte in rosso.
Nell’ultima seduta della settimana l’apertura peggiore è quella di Francoforte che cede l’1,7%, seguita da Milano: il primo indice Ftse Mib segna un ribasso dell’1,68%, l’Ftse All share un calo dell’1,63%. Londra in calo di un punto percentuale e mezzo. Negativa dell’1,4% Parigi, dell’1,3% Amsterdam e di un punto percentuale Madrid.
Nei primi scambi Piazza Affari ha ridotto di qualche frazione l’avvio ampiamente negativo: l’indice Ftse Mib cede l’1% in linea con la Borsa di Parigi, mentre Londra e Francoforte cedono circa un punto percentuale e mezzo. Lo spread Btp-Bund è calmo a quota 108 punti base, con l’euro fiacco (-0,2%) contro il dollaro quota 1,118. Nel settore energia, dopo una partenza in rialzo, il gas scende del 2% a 88,4 euro al Megawattora, mentre il petrolio a New York perde qualche frazione di punto a 90 dollari al barile. In un clima nervoso, con i future sull’avvio di Wall street incerti, in Piazza Affari tra i titoli maggiori il più pesante è Saipem, che cede il 2,7%, seguito da Banco Bpm in ribasso del 2,6%. Generalmente negativo il settore del credito, con Mps che oscilla sulla parità dopo i conti del trimestre. Rimbalza Technoprobe (+1,7%), in rialzo dell’1,8% Buzzi.
In Asia i listini più pesanti sono Seul che ha ceduto il 6% netto e Tokyo in calo del 5,9%. Negative anche le Borse cinesi, con Shenzhen che ha perso il 2,2% e Shanghai l’1,1%. In calo del’1,2% Hong Kong, mentre Sidney ha contenuto il ribasso di mezzo punto percentuale. I mercati azionari sudcoreani, in particolare, sono finiti sotto pressione sulla scia di un’ondata di vendite globale che ha coinvolto i titoli tecnologici; l’indice di riferimento Kospi ha registrato un calo superiore all’8% nelle prime fasi delle contrattazioni. Anche le azioni dei produttori di chip di memoria, SK Hynix e Samsung Electronics, hanno subito un crollo, perdendo rispettivamente l’11% e l’8%. Le pesanti perdite hanno spinto la Borsa di Seul a sospendere le negoziazioni per 20 minuti. Il cosiddetto “circuit breaker” (meccanismo di interruzione automatica) è concepito per evitare che vendite dettate dal panico destabilizzino ulteriormente il mercato.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.