È morto Patrick Stewart, addio al Capitano Picard di Star Trek e al professor Xavier degli X-Men: aveva 86 anni ed era malato di Alzheimer. Ian McKellen: “Un uomo su cui contare, da ammirare e, nel mio caso, da amare”
Patrick Stewart, il Capitano Picard di Star Trek: The next generation e il Charles Xavier degli X-Men è morto nella sua casa di Los Angeles. Aveva 86 anni. Talentuoso e acclamato attore teatrale e poi celebre icona cinematografica legata a due grandi ruoli sostanzialmente di fantascienza, Stewart nel corso di una carriera durata sette decenni aveva vinto numerosi Emmy e Golden Globe, aveva ottenuto la sua gloriosa stella sulla Walk of fame di Hollywood, ed era stato insignito del titolo di cavaliere dalla regina Elisabetta II.
Aspetto imponente, profonda voce baritonale, dopo anni di teatro shakespeariano ad altissimo livello, Stewart aveva raggiunto l’apice planetario della sua popolarità d’attore interpretando dalla fine degli anni ’80, attorno ai 50 anni, il Capitano Jean-Luc Picard in Star Trek: The Next Generation (1987-1994), il primo spin-off live-action dell’innovativa serie televisiva degli anni ’60. Sette le stagioni a bordo dell’astronave Enterprise, più quattro film spin-off: Star Trek Generations (1994), Star Trek: Primo contatto (1996), Star Trek: L’insurrezione (1998) e Star Trek: Nemesis (2002), oltre alla serie televisiva Star Trek: Picard (2020-2023). È stato il collega e amico Ian McKellen a ricordarlo sui social: “è stato l’attore più rispettato e amato della sua generazione su entrambe le sponde dell’Atlantico”. E ancora: “Prima di ogni altra cosa, Patrick era nato e cresciuto nello Yorkshire, la fiera contea del nord dell’Inghilterra che ha amato fino alla fine. Lo si percepiva dal suo accento e dalla schiettezza con cui ti diceva cosa pensava e provava. Gli abitanti dello Yorkshire non sopportano le mezze verità o l’evitare i problemi importanti. Era una persona sincera, il che lo rendeva un uomo su cui contare, da ammirare e, nel mio caso, da amare”.
Stewart nacque il 13 luglio 1940 in un piccolo villaggio industriale di Mirfield, in Inghilterra. Figlio di un veterano dell’esercito britannico diventato operaio specializzato e di una operaia tessile, visse un infanzia di stenti e con continui problemi familiari e trovò rifugio nella recitazione iniziando ad interpretare Shakespeare a 12 anni a scuola nei panni di Shylock in Il mercante di Venezia. “Il palcoscenico era per me un luogo molto più sicuro di qualsiasi cosa dovessi sopportare a casa: offriva una via di fuga. Potevo essere qualcun altro, in un altro luogo, in un altro tempo”, aveva raccontato l’attore in un’intervista. Dopo diversi umili lavoretti per campare e tutta una trafila di piccole compagnie, nonché di un lavoro di ripulitura del proprio accento dello Yorkshire, nel 1966 entra a far parte della Royal Shakespeare Company e vi rimane per ben 16 anni diventando uno dei massimi interpreti dei testi del Bardo. Grazie alla sua eccelsa carriera teatrale (in queste ore i suoi colleghi della Royal Shakespeare Company lo hanno definito un “colosso”), che si allargherà fin dai primi anni settanta anche a Broadway, a metà anni ottanta mentre tiene una masterclass su Shakespeare a Los Angeles attira l’attenzione di un direttore del casting televisivo di Star Trek.
Dalla celebre saga di fantascienza ecco il salto nell’universo Marvel. È il regista Bryan Singer a convincerlo ad entrare in scena su una carrozzina per interpretare il paraplegico professor Xavier, mutante telepatico, addestratore e guida assoluta della squadra di mutanti degli X-Men, protagonista dell’omonimo film del 2000. Stewart riprenderà il ruolo altre sette volte e proprio come Xavier lo rivedremo nella sua ultima fatica a Natale 2026 in Avengers:Doomsday dei fratelli Russo. Tifoso sfegatato dell’Huddersfield Town FC fin da piccolo aveva più volte raccontato la sua fede calcistica molto di provincia, molto all’inglese anche sui propri canali social. Stewart ha avuto tre mogli: la coreografa teatrale Sheila Falconer, dal 1966 al 1990, dalla quale ha avuto due figli (Daniel e Sophie); la produttrice di Star Trek Wendy Neuss dal 2000 al 2003; e la musicista jazz Sunny Ozell dal 2013 fino alla sua morte. “Credo di aver negato la realtà della mia vita per molto tempo”, aveva dichiarato in una lunga intervista al Gurdian bel 2003. “Non mi sono mai reso conto di quanto successo avessi raggiunto. Ancora oggi a volte penso: ‘Sei un figlio di puttana fortunato, Patrick’, quando mi succede qualcosa di inaspettato o di buono”. Stewart era malato di Alzheimer e di demenza a corpi di Lewy.
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