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Wednesday, November 4, 2026

Andrea Borello coglie un punto importante: voto ai 16enni e redistribuzione, le priorità!

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Andrea Borello coglie un punto importante: voto ai 16enni e redistribuzione, le priorità!

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Andrea Borello coglie un punto politico importante, anzi due: la “redistribuzione” passa anche dal voto a 16 anni. Nell’intervista resa a questo giornale Andrea, giovane segretario del circolo del PD di Caselle Torinese e star dei social con centinaia di migliaia di seguaci, rimette al centro della riflessione politica una parola che ha caratterizzato la candidatura di Elly Schlein alla segreteria nazionale del Partito Democratico: “redistribuzione”. E’ una parola antica che ha a che fare con la giustizia sociale e più precisamente con una certa idea di democrazia, quella fondata sull’uguaglianza.

Ad intendere la “redistribuzione” come priorità politica sono tutti coloro che, come avrebbe detto l’indimenticato presidente partigiano Sandro Pertini, sanno che con la libertà mangiano soltanto i ricchi. Una democrazia che garantisca le libertà individuali senza preoccuparsi di sostenere coloro che in partenza fanno più fatica è una democrazia di facciata, una democrazia fasulla che in realtà discrimina tra chi ha più possibilità da chi ne ha di meno e non per mancanza di impegno, ma perché messo dalla vita in circostanze sfavorevoli.

La nostra democrazia non è una democrazia qualunque, è una democrazia fondata sulla Costituzione antifascista che infatti ha ripudiato, insieme alla guerra, anche una idea di società nella quale la povertà sia una colpa individuale. Per la nostra democrazia la povertà non è mai un dato naturale, ma sempre il prodotto di un contesto: i poveri sono degli “impoveriti” e di questo impoverimento lo Stato deve farsi carico. Ecco perché il cuore della nostra Costituzione è il comma 2 dell’articolo 3 che ordina alla Repubblica di rimuovere quegli ostacoli economici e sociali, che di fatto ostacolano la piena realizzazione di ogni singola persona.

Ricordo bene l’effetto che fece Elly Schlein sul palco dell’Hiroshima Mon Amour, che ci ospitava per la tappa torinese della campagna congressuale, quando declinò in maniera precisa cosa intendesse per “redistribuzione” come priorità programmatica: la redistribuzione del reddito, del tempo, delle opportunità… del potere! Ed è in questo punto del ragionamento che si innesta coerentemente la proposta che Andrea Borello rilancia: abbassare il voto a 16 anni.

Sicuramente nella nostra società tra i più “impoveriti” da un sistema di rapporti di forza accaniti ci stanno i giovani. I giovani che a loro volta non sono una massa omogenea, perché ci sono giovani dalle mille occasioni e giovani a cui viene negato il futuro in ogni modo, a cominciare dal nome. Giovani “mostrificati” ed indicati alla pubblica opinione come una minaccia indistinta e per questo ancora più paurosa: i “maranza”, le “baby gang”, i “latinos”.

Quando la politica fa dei giovani un target per specularci sopra a fini elettorali va denunciata con forza, come in tanti stiamo cercando di fare guardando alle scelte del Governo Meloni ed alla gestione dell’ordine pubblico da parte del Viminale. Allargare la platea dei titolari del diritto di voto ai sedicenni non è una bacchetta magica, non risolve di per sé la questione della marginalizzazione sociale dei giovani con meno risorse e più vulnerabili, ma di certo scombinerebbe gli schemi e farebbe emergere nuove rappresentanze.

Andiamo avanti caro Andrea, facciamo in modo che questa buona idea diventi una caratteristica della proposta elettorale delle forze che si oppongono e si candidano a governare il Paese.

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