L'ayatollah Khamenei agli Usa: 'Risponderemo a ogni minaccia'
La Guida Suprema dell'Iran mette in guardia gli Usa dal riprendere gli attacchi. In un incontro con gli alti comandanti delle Forze Armate, Mojtaba Khamenei ha dato ordini per una risposta immediata, incisiva e "senza restrizioni geografiche" a qualsiasi minaccia nemica, si legge sul suo sito web, leader.ir. Khamenei aggiunge che l'Iran determinerà i tempi e le condizioni per la fine di qualsiasi nuovo conflitto. "Tutte le risorse, materiali e immateriali, del nemico americano-sionista devono essere messe nel mirino", ha aggiunto invocando l'unità tra i diversi gruppi del cosiddetto "fronte della resistenza".
"Se il presidente degli Stati Uniti dovesse intraprendere altri atti azzardati nella regione, attraverso le minacce e gli incentivi dei sionisti, le fiamme della guerra si diffonderanno senza dubbio in un'area geografica molto più ampia, e porre fine a quella guerra non sarà più nelle sue mani", è il monito lanciato su X dal portavoce dell'esercito iraniano, Mohammad Akraminia. "Considerando l'esperienza del presidente degli Stati Uniti di tradire la diplomazia, le forze armate stanno monitorando da vicino i movimenti statunitensi nella regione e stanno incessantemente migliorando la loro prontezza al combattimento", ha sottolineato.
Intanto, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Arghchi, conferma ad al Jazzera: "I mediatori hanno presentato proposte riguardanti il dossier nucleare che stiamo attualmente esaminando come parte della seconda fase". E afferma che una delegazione iraniana si è diretta in Qatar per continuare i colloqui con i mediatori. "I mediatori del Qatar e del Pakistan stanno continuando le consultazioni alle nostre condizioni".
Araghchi ha aggiunto che "la parte del Qatar ha proposto di ridurre il periodo di attuazione della proposta iraniana a cinque giorni. In questa fase abbiamo raggiunto una proposta che riduce il periodo di attuazione a due giorni per aprire lo Stretto di Hormuz". "Le nostre condizioni includono la revoca delle sanzioni imposte in seguito al memorandum di Islamabad e la riduzione delle forze statunitensi nella regione. Chiediamo il ripristino delle deroghe petrolifere e il rilascio di tutti i nostri fondi congelati, compresi quelli detenuti in Qatar", ha proseguito.
Il ministro degli Esteri chiede anche il riconoscimento delle rotte marittime nello Stretto di Hormuz, di cui l'Iran aveva discusso con l'Oman, e la chiusura di altre rotte. "La riapertura dello Stretto di Hormuz secondo le nostre condizioni apre la strada alla ripresa dei negoziati con Washington sulle questioni in sospeso", ha aggiunto.
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