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Thursday, October 15, 2026

“Ti resto accanto”, il docufilm che dà la parola ai caregiver familiari

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“Ti resto accanto”, il docufilm che dà la parola ai caregiver familiari

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Creare un docufilm sociale e collettivo con una produzione indipendente e senza scopo di lucro, realizzato con i video fatti con gli smartphone direttamente dai caregiver familiari delle persone con disabilità non autosufficienti. Si tratta del progetto “Ti resto Accanto (Storie di cura e amore)” promosso da Giulio Guerrieri e nato da un’idea di EventiAvanti, realtà attiva nell’organizzazione di live e spettacoli, e di APS PartyVolontario, con il significativo supporto e la collaborazione di CFU- Coordinamento Nazionale Caregiver Familiari Uniti che, tra le varie iniziative di lotta e mobilitazione, ha lanciato sulla piattaforma online IoScelgo la petizione per vedere riconosciuti i caregiver come dei lavoratori, arrivando a quasi 13mile firme (firma qui).

Le finalità del primo docufilm italiano fatto dai video realizzati dai caregiver familiari – sono quelle di dare voce e immagini in particolare ma non solo a genitori e figli caregiver conviventi che si trovano ad affrontare un percorso di vita non semplice, frutto di impegno e fatica quasi no-stop oltre che affetto ed empatia senza però ricevere finora riconoscimenti giuridici, tutele previdenziali, aiuti psicologici dallo Stato. L’obiettivo è quello di portar a conoscenza di più gente possibile una realtà, quella dei caregiver familiari, che è sempre più parte del quotidiano di molti, anche se a volte non ci si accorge, che riguarda in Italia centinaia di migliaia di persone, soprattutto donne over 40 anni. “Il nostro è un progetto no profit e che per ora è totalmente autoprodotto, detto per ora perchè quando non riusciremo ad essere più autosostenibili dovremo per forza chiedere la collaborazione di qualcuno, ma credo che quando arriverà quel momento non saremo noi a chiedere, ma gli aiuti liberi verranno spontanei” dice a ilfattoquotidiano.it Guerrieri, uno degli artefici dell’iniziativa.

Da qualche anno è diventato caregiver dei genitori. “La mia esperienza con la disabilità riguarda amicizie e conoscenze che mi hanno portato a collaborare in attività di intrattenimento con persone portatori prima di tutto di grandi valori umani e poi con disabilità fisica o cognitiva” racconta. Ha prodotto e realizzato finora dei cortometraggi a tematica sociale toccando principalmente temi rivolti alla lotta ad ogni forma di illegalità e alla valorizzazione della memoria storica con degli omaggi ad alcune figure come Peppino Impastato, Lea e Denise Garofalo. Le figure professioniste coinvolte in questo progetto, definito da Guerrieri “inedito per forma, organizzazione e modalità d’esecuzione nel panorama italiano”, fanno parte di un team di tecnici del settore nei vari ruoli, dal montaggio, sceneggiatori, sound design, color correction, music editor e una regia a più mani. “Tra loro mi piace citare la collaborazione con professionisti come l’attrice e regista Lucia Vasini nonché donna-mamma-nonna e caregiver , oltre agli attori e autori Giorgio Centamore e Alessandro Cantarella”, aggiunge.

Viene offerta la possibilità di raccontare momenti della loro vita quotidiana tramite brevi clip di massimo 5 minuti che poi verranno in parte utilizzate per realizzare il docufilm. “Questo è il cuore del progetto”, spiega Guerrieri, “sono loro i veri registi di se stessi, delle loro vite e delle loro storie. E’ importante che siano loro a decidere il momento in cui registrare attimi di cura e amore verso i loro cari. Saranno gli stessi caregiver a scegliere il miglior contributo video che li possa rappresentare e raccontare”. Non tutti conoscono per esperienza diretta la disabilità. Non si rischia di cadere nel pietismo, retorica o pudore? “Direi”, risponde Guerrieri, “che questo rischio potrà avere delle basse probabilità, principalmente per il fatto che i contenuti saranno prodotti da chi è al fianco di queste realtà h24, quasi tutti i giorni dell’anno. Ovviamente”, continua il promotore, “la nostra parte responsabile nella fase di montaggio avrà questo arduo compito di tenere fede a quello che è stato il volere dell’autore. Se alcune scene di video che riceveremo avranno bisogno di rappresentare il frutto di una situazione reale solo apparentemente pietistica, noi ci sentiremo in dovere di dar spazio e visibilità a questo. Idem per quello che sarà il pudore”.

E’ possibile trovare le informazioni in merito al progetto sul sito www.tirestoaccanto.it che accoglie tutti i punti tecnici per i partecipanti. Come prima cosa basta procedere all’iscrizione dalla pagina del sito indicando i propri dati. A questa seguirà l’invio degli organizzatori di un file informativo con le indicazioni base, esempio: girare in formato orizzontale, non utilizzare nessun tipo di musica di sottofondo, durata massima per ogni singolo video 5 minuti, libertà di riprendere o meno i volti dei protagonisti, previa compilazione delle liberatorie nel caso di inquadrature dei volti dei partecipanti al video. Si accettano clip fino al 31 dicembre 2026. “Per quella data”, spiega Guerrieri, “vorremmo aver ricevuto un numero soddisfacente e importante di video per passare poi alla fase della visione e poi montaggio”.

Non sono ancora stati fissati dei tempi esatti per l’uscita pubblica del docufilm ma il promotore confida di “poter esser pronti per la primavera dell’anno prossimo, magari a maggio per la festa della mamma, prima grande caregiver per natura. Ci piacerebbe”, dice Guerrieri, “partecipare a dei festival e trovare una giusta distribuzione per le sale attente alle produzioni indipendenti e alle tematiche sociali. Ovviamente poi lo daremo liberamente anche alle scuole con richieste di organizzare proiezioni a tema con interventi di caregiver dei vari territori regionali e provinciali, con la collaborazione del CFU”. Gli organizzatori attraverso il docufilm chiedono “sicuramente il riconoscimento del caregiver familiare h24 come lavoratore, con adeguate tutele economiche e previdenziali, aspetti che oggi in Italia non esistono e la legge attuale in discussione non garantirà, ma che sono alla base di ogni richiesta dei diretti interessati. Tali riconoscimenti”, conclude Guerrieri, “ancora non sono stati attuati a differenza di altri paesi europei. Noi speriamo di contribuire con il progetto “Ti resto accanto” a dare anche valore e visione al riconoscimento di questi diritti. Per noi è una battaglia di civiltà”.

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