Cisgiordania, coloni israeliani assaltano il villaggio palestinese di Jalud e impediscono alle famiglie di rientrare in casa: a fuoco auto e abitazioni
Ancora un’altra notte di violenze e aggressioni in Cisgiordania per mano di un gruppo di coloni israeliani. Circa un centinaio di loro ha assaltato il villaggio palestinese di Jalud, per impedire alle famiglie di rientrare nelle loro case così come stabilito dal tribunale. I coloni hanno bloccato le strade, dato fuoco ad auto e a due abitazioni della famiglia Tubasi, mentre cercava di rientrare dopo due mesi di sfollamento. La famiglia era stata sfrattata dalla propria casa da un gruppo di coloni alla fine di luglio, durante quello che è stato raccontato da tutti i media internazionale come “l’assedio di Qusra”. L’abitazione era stata poi occupata dai coloni.
Fino alla sentenza emanata il 6 settembre dell’Alta Corte di Giustizia, secondo cui è obbligo dello Stato restituire entro due settimane la casa alla famiglia legittimamente proprietaria. Ieri sera, quindi le forze di difesa israeliane hanno scortato la famiglia a casa, ma a quel punto i coloni hanno scatenato una rivolta sul posto, bloccando le strade e lanciando pietre anche contro gli agenti. Il rientro è stato quindi rimandato e ora la famiglia palestinese si trova di nuovo sfollata. Su oltre 100 rivoltosi, solo due sono stati fermati dalle forze israeliane.
Il primo ministro, Benjamin Netanyahu, ha minimizzato quanto accaduto, parlando di “un piccolo numero di rivoltosi che non rappresenta la comunità dei coloni rispettosa della legge in Giudea e Samaria (il nome biblico della Cisgiordania ormai usato comunemente dall’estrema destra israeliana, ndr)”. Anche il ministro della Difesa, Israel Katz, tenta di ridimensionare e definisce il gruppo “una manciata di rivoltosi” che “ostacolano gli sforzi per contrastare il terrorismo palestinese”.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.