Per l’auto gli italiani spendono 168 miliardi. Il bollo è la voce minore (3,9%)

È «una delle tasse più odiate dagli italiani», come ha rimarcato la premier Giorgia Meloni, ma anche la voce più piccola tra le spese complessive che un automobilista deve affrontare per poter disporre di una propria vettura: dei 168,29 miliardi di spese di esercizio, appena il 3,9% è assorbito dalla tassa di circolazione che il Governo ha deciso di abolire per il 2027 per le autovetture di piccola e media cilindrata (potenza entro gli 80 kw) e per tutti i motoveicoli.
I numeri dell’Aci
Secondo i numeri contenuti nell’Annuario statistico dell’Aci, la spesa più consistente è ovviamente quella per l’acquisto e gli interessi nel caso di acquisto a rate: 57,51 miliardi nel 2025.
Segue il carburante per il quale gli automobilisti italiani hanno speso 40,511 miliardi. Voce destinata inevitabilmente a crescere nel 2026 visto l’andamento dei prezzi di benzina e gasolio che hanno costretto l’esecutivo a intervenire con una sequenza di decreti.
Altri 26,797 miliardi sono stati impiegati per la manutenzione e la riparazione delle vetture. Le prime tre voci (acquisto, carburante e manutenzione) assorbono quasi il 75% delle spese.
Dall’assicurazione al bollo
Ci sono poi altre due spese poco sopra e poco sotto la soglia dei 10 miliardi: la copertura assicurativa obbligatoria (10,91 miliardi) e il ricovero e parcheggio (8,933). I pneumatici hanno assorbito 7,762 miliardi e i pedaggi autostradali ulteriori 6,65 miliardi. L’ottava e ultima voce presa in considerazione dall’Aci è quella sulla quale il Governo è intervenuto con un decreto: il bollo. Nel 2025 la tassa di circolazione è costata agli automobilisti 6,53 miliardi, meno del 4% della spesa complessiva. In compenso il suo costo è cresciuto nel tempo in modo più significativo rispetto alle altre voci: +12% dal 2000. Solo i pedaggi autostradali sono cresciuti di più negli ultimi 25 anni: +54%.
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