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Tuesday, September 29, 2026

Aborto libero e sicuro, le attiviste come le ancelle di Margaret Atwood: “Consultori chiusi e più obiettori, la situazione peggiora di anno in anno”

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Cappello bianco rigorosamente abbassato per coprire il viso e mantello rosso. Così, travestite dalle ancelle di Margaret Atwood, le attiviste di Non Una di Meno, il movimento transfemminista fondato nel 2016, hanno percorso il ponte che attraversa l’isola Tiberina in centro a Roma per raggiungere il presidio ai piedi del Ministero della Salute. Una performance organizzata in occasione della Giornata internazionale per l’aborto libero, sicuro e garantito del 28 settembre. “Le ancelle si ribellano – dice una attivista al microfono – lo abbiamo sempre fatto e lo faremo anche adesso. Vogliamo decidere sul nostro corpo e avere la libertà di fare un figlio o meno.”

Ed è per questo che le venti attiviste, una volta arrivate in piazza, si tolgono mantello e copricapo mostrando ognuna una lettera che compone la frase “sul mio corpo decido io”. “L’accessibilità all’aborto si riduce di anno in anno – spiega Chiara Franceschini, operatrice dei centri antiviolenza del Comune e attivista della casa internazionale delle donne Lucha Y Siesta – negli ultimi anni sono stati chiusi 250 consultori per dare spazio a quelli privati. Inoltre sono aumentati gli obiettori di coscienza raggiungendo percentuali che vanno dal 70 al 100% in alcune regioni d’Italia”.

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