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Wednesday, October 28, 2026

Salari fermi e prezzi alle stelle: ecco quel che dovrebbe fare il centrosinistra di concreto

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Salari fermi e prezzi alle stelle: ecco quel che dovrebbe fare il centrosinistra di concreto

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Il popolo italiano vuole il pane, e non solo promesse di rose. Il popolo ha certamente bisogno di pace, di sanità e scuole migliori, ma ha bisogno anche di avere subito soldi per arrivare alla fine del mese. Ormai da parecchi anni i prezzi aumentano e gli stipendi no, e il centrosinistra si lamenta, protesta, ma non propone nulla di concreto.

Renzi vinse il 40% degli elettori con gli 80 euro in più in busta paga. Berlusconi vinse le gare elettorali con l’abolizione dell’Imu sulla prima casa. La destra prende voti con la flat tax (incostituzionale) per i lavoratori autonomi e con i condoni fiscali. La sinistra invece protesta per l’inflazione che mangia i salari ma non indica una soluzione semplice e immediata: indicizzare in tutto o in parte gli stipendi al carovita, non per aumentare i salari reali, ma solo per recuperare potere d’acquisto.

Per migliorare sanità, scuole e pensioni dovrebbe proporre una tassa patrimoniale e tasse di successione ai super-ricchi; dovrebbe imporre all’Unione Europea di abolire i paradisi fiscali che sono dentro la Ue; imporre un controllo sui prezzi dell’energia per diminuire le bollette a famiglie e imprese, e altre cose di sinistra che invece il nostro morbidissimo centrosinistra – molto di centro e poco di sinistra – non propone.

Per vincere le elezioni ed essere nuovamente credibili dopo i fallimenti passati, le forze di centrosinistra dovrebbero per prima cosa garantire la difesa del potere di acquisto delle famiglie massacrato dall’inflazione crescente. Il centrosinistra ha già promesso di introdurre un salario minimo indicizzato all’inflazione; questa è una misura giusta e sacrosanta, ma non basta: infatti riguarda solo 4 o 5 milioni di lavoratori e non i 19 milioni di lavoratori dipendenti che in grande maggioranza hanno stipendi da fame o insufficienti.

Il centrosinistra dovrebbe dimostrare di non avere timore di scontrarsi con Confindustria, e anche con l’Ue; e dovrebbe proporre una grande riforma fiscale, fondata su imposte sui redditi non basate su scaglioni fissi ma su una progressività continua e continuamente aggiornata, come in Germania.

Occorrerebbe tassare meno il lavoro e il capitale produttivo e più la finanza. Il centrosinistra dovrebbe avere il coraggio e la lungimiranza di proporre una tassa patrimoniale sui super-ricchi chiarendo che, per esempio, i miliardi presi a chi ha lo yacht verranno destinati a finanziare il taglio delle imposte per il lavoro e per i ceti medi. Occorre stabilire un vero controllo sui prezzi dell’energia, magari nazionalizzando l’Eni, ormai in gran parte in mano a azionisti stranieri. In Italia dominano le grandi banche private; occorre invece anche una banca pubblica che faccia credito per lo sviluppo delle piccole e medie aziende.

Alle ultime elezioni politiche italiane del 2022, gli astenuti che non si sono recati alle urne sono stati circa 16,6 milioni di cittadini, pari a circa il 37% del corpo elettorale. Le statistiche dicono che in grande maggioranza sono povera gente, i meno istruiti, i disoccupati e i lavoratori disillusi da una sinistra che non ha fatto nulla per loro. Il centrosinistra rischia di perdere i voti che la grande maggioranza degli astenuti gli darebbe volentieri se si impegnasse su cose concrete. Purtroppo è invece ammalato di moderatismo per non impaurire l’establishment italiano ed europeo: così però rischia di perdere e di dare tutto il potere a Meloni.

Al centrosinistra non basterà denunciare le disfunzioni della sanità pubblica o le spese per il riarmo del governo Meloni. Ormai anche la Lega di Salvini e Futuro Nazionale di Vannacci condannano il fatto che il governo italiano da anni fa morire inutilmente gli ucraini finanziando con miliardi la guerra inutile di Zelensky contro la Russia (una guerra scatenata soprattutto per il fatto che Zelensky voleva fare entrare la Nato in Ucraina).

Non basta promettere, come fanno inutilmente tutti i partiti, di recuperare l’evasione fiscale. Occorre imporre tasse sulle plusvalenze finanziarie e sulle grandi eredità. Occorre che il governo riacquisti le quote di maggioranza delle società strategiche dell’energia, in modo da controllare i prezzi per le imprese e le famiglie. Occorre che il centrosinistra denunci apertamente che l’Unione Europea non fa nulla per impedire lo scandalo dei grandi paradisi fiscali dentro la Ue: Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Malta, Cipro.

Il centrosinistra appoggia ciecamente la tedesca Ursula von der Leyen e le sue assurde politiche belliciste; non denuncia però il fatto che ogni anno lo Stato italiano a causa dell’euro – e quindi dell’impossibilità di finanziare gli investimenti pubblici con la propria moneta – paga 90 miliardi circa ai mercati finanziari solamente per pagare gli interessi sui debiti pregressi. Una tassa enorme che soffoca l’economia nazionale a beneficio della finanza nazionale ed estera.

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