Attacco hacker ai frigo d'Europa: colpita la banca del sangue in Francia

I pirati informatici hanno manomesso i frigoriferi della banca del sangue francese e i congelatori dei supermercati di mezza Europa nella notte tra l'1 e il 2 novembre, innescando l'allerta sulle scorte di sangue anche in Italia. Nessuna sacca è andata persa. Alla tv pubblica d'Oltralpe Frédéric Pacoud, presidente dell'Établissement français du sang, ha spiegato che i sistemi d'allarme hanno intercettato la variazione dei parametri in tempo per attivare le contromisure.
La regia filorussa e la propaganda
Dietro il sabotaggio ai banchi dei surgelati c'è la firma del collettivo filorusso NoName057(16), che in un video si è attribuito l'operazione insieme alla sigla Z-Pentest. Gli autori sostengono di aver violato le apparecchiature Danfoss e Dixell XWEB sfruttando i sistemi integrati, senza ricorrere a malware. È il modello del terrorismo come servizio remoto. Secondo l'analisi di Alex Orlowski, esperto di cyber-intelligence, un gruppo esegue l'intrusione mentre NoName057(16) firma l'attacco per alimentare la propaganda sui canali seguiti dalla stampa.
I bersagli in Italia e la difesa delle reti
La mappatura della catena del freddo in Italia svolta da Orlowski fissa il perimetro del pericolo: 2.700 punti a rischio. Il fronte si allarga oltre i supermercati. Le stesse debolezze espongono gli allevamenti di galline e uova, le mungitrici per il latte e le fonderie, dove un'intrusione provocherebbe danni maggiori. Polizia postale e Agenzia per la cybersicurezza lavorano per verificare l'attendibilità della rivendicazione e chiudere le falle nei sistemi di accesso.
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