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Monday, November 2, 2026

Leonardo Maria Del Vecchio rilancia, 22 miliardi da Citi per le quote Delfin. No da quattro soci

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Leonardo Maria Del Vecchio prova a rilanciare su Delfin proponendo a fratelli e sorelle di rilevare sei quote del 12,5% ciascuna per quasi 3,7 miliardi a testa. L'acquisto, finanziato per 22 miliardi dalla banca americana Citi, valorizza l'intera cassaforte lussemburghese circa 29,6 miliardi se si considerano anche le partecipazioni dell'imprenditore 31enne e della madre Nicoletta Zampillo.

Una cifra in linea con i 30 miliardi messi sul piatto dal magnate ceco Michal Strnad, noto in Italia per aver rilevato la scorsa estate il 14% del capitale di Pirelli. Ma quattro dei soci gli rispondono a stretto giro con un no firmando una lettera comune di diniego inviata all'indirizzo di Lmdv. Il quartogenito di Leonardo Del Vecchio, a più di quattro anni dalla scomparsa del padre, vuole tentare di dare un nuovo assetto alla finanziaria di famiglia che detiene il 34,5% di EssilorLuxottica e partecipazioni in Mps, Generali e Unicredit. Con l'idea di prendere dal 62,5% all'87,5% di Delfin, ossia almeno cinque quote e fino a sette, oltre alla sua. Per farlo si è detto pronto a pagare in contanti. Oppure il 30% cash subito e il restante 70% in azioni EssilorLuxottica dopo 12-14 mesi a chi fra gli eredi vorrà restare legato al gruppo di lenti e occhiali.

E ha proposto un patto parasociale su strategie, consigli e dividendi e nel caso un'uscita con tempi e prezzo già fissati. In una lettera pubblicata da QN Quotidiano Nazionale Leonardo Maria ha fatto sapere di aver inviato ai soci della holding la proposta "più seria che io abbia mai fatto" riguardante "sia un acquisto totale e immediato delle quote, sia altre forme più diluite nel tempo", dopo aver ottenuto "la disponibilità di un primario istituto di credito internazionale a finanziare l'operazione".

Ha indicato inoltre che il veicolo per l'acquisizione "avrà regole di governance rafforzate fissate in uno statuto vincolante" e che accanto a lui siederanno in consiglio "due persone con una lunga esperienza manageriale, finanziaria e legale" che esprimeranno pareri vincolanti sulle decisioni più rilevanti. L'iniziativa è nata anche considerando che "la nostra situazione familiare ha attirato l'interesse di soggetti esterni", quale appunto è Strnad, la cui proposta non indica però le banche e prevede l'ingresso di altri investitori finanziari ancora non noti. Per presentare i dettagli il figlio del fondatore di Luxottica ha proposto agli altri "di incontrarci entro il 7 novembre, tutti insieme o singolarmente". Ma quattro su otto, gli stessi che hanno già rifiutato la proposta Strnad, in serata hanno detto no all'offerta di Leonardo Maria. Sono Rocco Basilico, insieme a Paola e ai più giovani Clemente e Luca Del Vecchio. Delfin, presieduta dal Francesco Milleri e con Romolo Bardin ceo, non avevano invece commentato la proposta e lo stesso hanno fatto fonti vicine a Rocco Basilico, l'altro figlio della Zampillo.

Proprio Basilico ha da poco rispedito al mittente la proposta del fratello di acquistare il suo 12,5 per cento. E ha ripetuto in questo frangente il suo no. In precedenza Paola e Luca Del Vecchio hanno invece chiamato Lmdv Fin a pagare 500 milioni di penale per non aver rilevato, per 5 miliardi l'una, le loro quote. L'operazione in quel caso è sfumata perché il cda di Delfin ha negato la lettera di patronage chiesta dalla finanziaria di Leonardo Maria. La nuova offerta si confronta però soprattutto con quella di Strnad.

Il criterio di prezzo prospettato è uguale: il patrimonio netto (Nav) che cambia al variare dei prezzi delle partecipate in Borsa, tolto uno sconto del 30%. Lmdv ha chiesto 30 giorni per aderire e 60 giorni di esclusiva per costruire gli accordi. Strnad invece ha indicato 30 giorni e una chiusura in circa tre mesi, subordinata tuttavia alla modifica dello statuto che richiede l'ok dell'88% del capitale. Per Lmdv, che intende rispettare lo spirito indicato dal padre nel testamento, si tratta di mantenere la partecipazione in Essilux in mano alla famiglia senza consegnare Delfin all'industriale ceco e agli investitori finanziari che intende coinvolgere.

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