I giovani che lottano per clima, diritti e Costituzione vanno sostenuti, non criminalizzati
Se le scuole con studentesse e studenti ritornano al centro della lotta per i diritti è una lieta notizia per la democrazia. Se Greta Thunberg arriva in Italia per denunciare anche l’inadeguatezza attuale delle città ad affrontare il cambiamento climatico e contestualmente per sostenere le lotte di comitati e cittadini contro il disastro ambientale, politico ed istituzionale in atto a Bagnoli, è una buona notizia. Se la sensibilità e la lotta per l’attuazione della Costituzione, soprattutto dopo il referendum del marzo scorso, sono divenute elemento di unità per un fronte popolare sempre più diffuso e crescente, vuol dire che qualcosa si muove e si agita, che non tutto è ancora perduto.
Le lotte studentesche per il diritto alla scuola e all’università pubbliche effettive ed efficaci, per ottenere risorse economiche adeguate, per poter studiare in attuazione dei diritti e per vedere quindi attuata la Costituzione, sono fatti assolutamente positivi, da osservare con rispetto e attenzione e da sostenere.
Lottare perché governanti europei e nazionali producano norme e destinino risorse per i diritti costituzionali – lavoro, salute, ambiente, ricerca, cultura, istruzione, beni comuni – invece che per le armi e le guerre, per oppressioni e per genocidi, non è solo un diritto sacrosanto ma è un dovere, anzi una vera e propria missione della repubblica. Che siano quindi i giovani, anche con lotte di piazza ed occupazioni, nonviolente ovviamente, a mettere al centro la Costituzione come battito cardiaco della democrazia e non come un libro impolverato da biblioteca con ragnatele, è una notizia che ci riempie di ossigeno democratico.
Contro le guerre, per la causa palestinese, contro i cambiamenti climatici, per i diritti civili, per l’attuazione quindi della Costituzione in prima linea ci sono soprattutto i giovani che vanno rispettati e sostenuti, non giudicati, aggrediti e criminalizzati. Occupare una scuola o scendere in piazza e manifestare per chiedere e ottenere diritti costituzionali contro politiche istituzionali che calpestano la Costituzione è un fatto auspicabile, bello e positivo. Sarebbe un fatto invece preoccupante se di fronte alla distruzione dei diritti e della Costituzione i giovani rimanessero silenziosi, indifferenti o rassegnati. Molto meglio giovani indignati, svegli e ribelli che giovani conformisti, addormentati e rassegnati.
Fin quando nel cuore, ad ogni età, per la verità continua a battere l’indignazione per le ingiustizie vorrà dire che non siamo ancora al tramonto della democrazia e anzi possiamo insieme costruire l’alba finalmente per l’attuazione della Costituzione.
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