Sondaggio, decreto manifestazioni promosso. Ma solo 31% crede che violenze si ridurranno


Secondo l’ultima rilevazione di Youtrend per Sky TG24, le misure del decreto sicurezza, approvato dal Cdm dopo le proteste a Milano e in altre città italiane, sono accolte positivamente dal 40% degli intervistati. Il 25% invece le ritiene eccessive e il 24% insufficienti. Il 77% condivide le ragioni delle manifestazioni contro il carovita
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RAGAZZI PENALMENTE RESPONSABILI
- Una delle miure più apprezzate è anche quella della presunzione di responsabilità penale per i ragazzi dai 14 ai 17 anni (il 75% degli intervistati è d'accordo).
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REATO DI PARTECIPAZIONE VIOLENTA
- Il nuovo reato di partecipazione violenta raccoglie invece l'appoggio del 64% degli intervistati.
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ESTENSIONE A 24 ORE DEL FERMO PREVENTIVO PER MINORI
- Anche l’estensione a 24 ore del fermo preventivo per i minorenni ha raccolto il 64% dei pareri favorevoli.
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INVIO DEI MILITARI A MILANO
- Mentre l’invio a Milano di 500 militari in più, per gestire la sicurezza della città, è la misura meno apprezzata: il 59% dei pareri è positivo, mentre il 28% negativo.
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ETÀ IMPUTABILE
- Il 58% degli intervistati sarebbe favorevole ad abbassare l’età di imputabilità penale, oggi fissata a 14 anni, contro il 31% di contrari.
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AMPLIARE LE CARCERI PER I MINORI
- Più tiepida l’accoglienza alla proposta del ministro della Giustizia Nordio di ampliare gli spazi nelle carceri minorili usando anche parte delle carceri per adulti: favorevoli al 50%, contrari al 37%.
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LA CONDIVISIONE DELLE RAGIONI DELLA PROTESTA
- Il 77% condivide le ragioni delle manifestazioni contro il carovita (45% “molto”, 32% “abbastanza”), contro il 18% che le condivide poco o per nulla.
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LA CONDIVISIONE A LIVELLO POLITICO
- Il consenso è trasversale: 99% nel Campo Largo e 61% anche fra gli elettori di centrodestra, dove però gli elettori FdI si dividono (54% le condivide, 43% no).
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CONDANNA DEGLI SCONTRI A MILANO
- Sugli scontri del 17 e 18 ottobre a Milano, il 54% ritiene che le manifestazioni violente vadano condannate “senza se e senza ma”, il 37% che vadano condannate ma comprendendone e risolvendone i motivi profondi. Solo il 6% considera la violenza giustificata dalle condizioni economiche e sociali.
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COME INTERVENIRE
- Per evitare il ripetersi di episodi come quelli di Milano, il 52% degli intervistati indica controlli più stringenti e pene più severe per chi commette violenze, il 42% interventi su scuola, lavoro e servizi per i giovani e le periferie.
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GLI INTERVENTI IN BASE ALL'ETÀ
- Fra i 18-34enni il 59% ritiene che siano necessari più interventi sociali, mentre il 39% punta su controlli e pene più severe. Invece fra chi ha più di 50 anni, prevale una preferenza per l'inasprimento delle pene.
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I TIMORI PER ALTRE VIOLENZE
- Il 60% è molto o abbastanza preoccupato che episodi simili si ripetano nella propria città.
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LIVELLO DI INFORMAZIONE SULLE PROTESTE
- Il 70% si dice informato su quanto accaduto negli scontri delle scorse settimane, mentre il 28% dice di ritenersi poco al corrente di quanto accaduto.
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IL GIUDIZIO SULL'OPERATO DEL GOVERNO
- Il giudizio sull’esecutivo guidato da Giorgia Meloni peggiora rispetto alla rilevazione dell’8 ottobre.
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INTENZIONI DI VOTO PER PARTITO
- Fratelli d’Italia cresce al 28,1% (+1,1), mentre il Partito Democratico scende al 19,5% (-0,7). Il Movimento 5 Stelle è stabile al 13,5% (=). Futuro Nazionale cala al 7,0% (-0,8) e viene appaiato da Forza Italia.
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ALTRE INTENZIONE DI VOTO
- Alleanza Verdi-Sinistra è al 6,4%, mentre la Lega è al 5% (+0,2). Azione è al 3,4% e Italia Viva al 2,7%.
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ALTRI PARTITI
- In grafica, le intenzioni di voto per altri partiti.
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- Il blocco di governo (FdI, FI, Lega, NM, Sud Chiama Nord) sale al 41,9% (+0,9, con la novità di Sud Chiama Nord). Con Vannacci sale al 48,9%. L’area giallorossa (PD, M5S, AVS) è al 39,8% (+0,1), mentre sommando anche Italia Viva e le altre liste di centrosinistra la coalizione arriva al 44%.
22/22 ©Ansa
Nota metodologica
- Sondaggio svolto con metodologia CAWI tra il 27 e il 28 ottobre 2026 su un campione di 810 intervistati rappresentativi della popolazione maggiorenne residente in Italia, indagati per quote di genere ed età incrociate, stratificate per titolo di studio e ripartizione ISTAT di residenza. Il margine d’errore è del ±3,4% con un intervallo di confidenza del 95%.
Scontri a Milano, i danni in centro dopo la guerriglia urbana. FOTO
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