Papa Leone cancella il “contenimento salariale” imposto da Francesco ai cardinali: gli stipendi risaliranno del 10%
Le “misure di contenimento salariale” adottate da Papa Francesco sugli stipendi dei cardinali sono state cancellate dal suo successore, Leone XIV. Secondo Prevost i tagli imposti da Bergoglio “furono necessari anche per far fronte all’eccezionale sfida della pandemia”, ma ora “possono ora essere superati, nella certezza che le Istituzioni della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano proseguiranno, con strumenti diversi, nell’impegno di garantire la sostenibilità economica“. In sostanza, si abolisce definitivamente la riduzione del 10% della retribuzione corrisposta ai cardinali.
Le misure furono adottate da Francesco con la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio “Un futuro sostenibile“, del 23 marzo 2021. A sua volta, l’abrogazione arriva da parte di Papa Leone in una lettera Motu Proprio, che, abrogando l’articolo 1 della disposizione del predecessore, riconsegna ai cardinali lo stipendio completo. Francesco, come ricorda Vatican news, “aveva alleggerito gli stipendi solo dei cardinali di Curia, che hanno percepito finora una riduzione del 10%. Mentre era dell’8% la decurtazione salariale dei dipendenti della Santa Sede, del Governatorato e altri enti collegati inquadrati nei livelli retributivi C e C1, cioè quelli dei capi e dei segretari dei Dicasteri”.
Diminuzione del 3% generalizzato pure per dipendenti chierici o religiosi. Sulla stessa scia, il blocco degli scatti biennali (gli aumenti di stipendio che scattano ogni due anni) interessava tutto il personale in servizio ma nel caso di quello laico, riguardava i dipendenti dal quarto livello in su. Dunque non andava a toccare gli stipendi più bassi.
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