PunchNobel Peace Prize jury treads carefully after Trump campaignCNN TürkApple iPad Mini serisine OLED dokunuşuThe Jerusalem PostHerzog says he will recommend Israelis who aided in flydubai attack for medal for civilian heroismRTP DesportoPrimeiro semestre de 2026 com maior volume de apostas de sempre em PortugalInquirerGenZennial Tour brings nat’l issues, vote discussions to GenSan youthThe South AfricanBafana Bafana vs Egypt: Salah, rotations, and what’s really at stakeUOLQuando uma eleição presidencial vai para o segundo turno? EntendaХабрКак Splash ускоряет локальные LLM на MacBBC NewsWho is the 'hero' Indian pilot who was stabbed on Israel-bound flight?Sportstar13-year-old S. Ishaan becomes youngest S14 para swimmer to double-cross Palk StraitIl Fatto QuotidianoLavoro nero e sfruttamento, 102 lavoratori irregolari: sequestrate due aziende tessili tra Napoli e SalernoSeeking AlphaEmerging Markets Bond ETF declares monthly distribution of $0.1110
The Daily Newsstand · Free, Always
Thursday, October 1, 2026

Strage di Ustica, le carte trasmesse dalla Francia riaprono l’inchiesta: dalla portaerei nel mar Tirreno al caccia libico precipitato, i misteri senza risposta

Translate

Strage di Ustica, le carte trasmesse dalla Francia riaprono l’inchiesta: dalla portaerei nel mar Tirreno al caccia libico precipitato, i misteri senza risposta

Icona dei commenti Commenti

La ricerca della verità sulla strage di Ustica continua. Come chiedevano i famigliari delle vittime. Ora anche la Procura di Roma ha ritirato la sua richiesta di archiviare l’indagine, dopo che la Francia si è detta favorevole a collaborare con l’Italia e ha inviato alcuni documenti, consegnati il 14 settembre dall’ambasciata francese di Roma al ministero degli Esteri, che li ha fatti arrivare ai magistrati attraverso il ministero della Giustizia. Dimostrano “una sorta di disponibilità delle autorità francesi a riavviare un canale di cooperazione, che già c’era stata negli anni passati in varie fasi”, ha dichiarato il procuratore di Roma Francesco Lo Voi.

“Tutto comincia, al di là dei rapporti diplomatici tra governi, da una nota verbale del 14 settembre 2026”, ha continuato Lo Voi, “con cui l’ambasciata di Francia in Italia ha comunicato che: ‘Come concordato in occasione della conversazione telefonica tra i ministri degli Esteri francese e italiano il 9 settembre scorso, l’ambasciata di Francia in Italia ha il piacere di confermare al ministero degli Esteri l’accordo delle autorità francesi, su richiesta della parte italiana, per il trasferimento agli archivi dello Stato italiano di tutta la documentazione relativa alla catastrofe di Ustica trasmessa dalla Francia tra il 1981 e il 1994”. Le carte arrivate sono: due documenti trasmessi dal ministero della Difesa francese al ministero della Difesa italiano nel 1986 e nel 1990; e nove file informatici corrispondenti a cinque documenti redatti dall’ambasciata di Francia a Roma tra 1981 e 1994. Nelle note allegate del capo di gabinetto del ministro della Giustizia viene precisato: “Sottolineando la disponibilità delle autorità francesi a riprendere la cooperazione giudiziaria, potrà valutarsi l’eventuale eco processuale degli atti trasmessi”. Questo il motivo per cui la Procura ha ritirato la richiesta di archiviazione dell’inchiesta.

La strage avvenne la notte del 27 giugno 1980, quando un Dc-9 della compagnia Itavia in volo da Bologna a Palermo precipitò in mare al largo di Ustica, provocando la morte di tutte le 81 persone a bordo. Decenni di inchieste e processi non sono riusciti a bucare “il muro di gomma”, a chiarire le cause dell’incidente: anche per i depistaggi, le sottrazioni di documenti, la scomparsa dei tracciati radar, a cui non sono stati certo estranei i vertici dell’Aeronautica militare italiana; e per la mancata collaborazione della Francia, a cui i magistrati romani avevano inviato richieste di chiarimenti per rogatoria internazionale. Le prime spiegazioni che erano state date erano il “cedimento strutturale” del velivolo o l’esplosione di una bomba a bordo. Nel tempo ha preso consistenza invece l’ipotesi che il Dc-9 sia stato abbattuto per errore durante una battaglia aerea tra caccia libici e caccia Nato. Quella notte erano presenti nei cieli di Ustica aerei francesi partiti dalla base di Solenzara, in Corsica, mentre la portaerei Foch navigava nel mare di Napoli.

Le responsabilità della Francia erano state evocate fin dal 2008 dall’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, che aveva dichiarato che all’epoca i servizi segreti lo avevano informato che ad abbattere il Dc-9 era stato un missile sparato da un aereo francese partito dalla portaerei Clemenceau. La pista francese era stata poi rilanciata nel 2023 dall’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato, che dichiarò: “La versione più credibile è quella della responsabilità dell’Aeronautica francese, con la complicità degli americani e di chi partecipò alla guerra aerea nei nostri cieli la sera di quel 27 giugno”. Amato spiegò: “Si voleva fare la pelle a Gheddafi, in volo su un Mig della sua aviazione, e il piano prevedeva di simulare una esercitazione Nato, nel corso della quale sarebbe dovuto partire un missile contro il leader libico: l’esercitazione era una messa in scena che avrebbe permesso di spacciare l’attentato come incidente involontario”. Invece a precipitare in mare fu un aereo civile, il Dc-9 Itavia.

Ora l’arrivo dei documenti francesi riapre gli interrogativi su che cosa successe davvero quella notte. Le domande a cui le indagini e i processi svolti fino a oggi non sono ancora riuscite a rispondere riguardano almeno tre questioni.

1. La presenza in volo di aerei militari nel cielo di Ustica il 27 giugno 1980. I francesi hanno sempre negato ogni attività dei loro velivoli militari quella notte, sostenendo che i decolli dalla base della Armée de l’Air di Solenzara, in Corsica, erano terminati nel primo pomeriggio, alle 14.30. A smentirli è stato un generale italiano, Nicolò Bozzo, già braccio destro di Carlo Alberto dalla Chiesa durante la lotta alle Brigate Rosse. Bozzo era in vacanza a Solenzara e aveva sentito i jet decollare nella notte: “Era il mio primo riposo dal 1978. Il mio unico interesse era quello di dormire, avevo un sonno arretrato di anni… Quindi si può immaginare la mia rabbia quando la sera del 27 giugno i decolli e gli atterraggi dei Mirage e di altri aerei non accennavano a interrompersi”. Conclusione: “Le fonti della Nato hanno affermato il falso: i francesi, e non solo loro, volarono fino a tarda ora”. Ora si tratta di capire chi volò quella notte nel cielo di Ustica, se erano aerei francesi, britannici, statunitensi, israeliani.

2. La presenza nel mare Tirreno, al largo di Napoli, della portaerei Foch. Gioiello della flotta militare francese, ha a bordo caccia Etendard IV, dotati anche di missili con testate atomiche, dunque i suoi spostamenti sono segreti. Il 27 giugno 1980 era ormeggiata nel sud della Francia, in attesa di entrare nei cantieri per una revisione: questa la verità raccontata finora. Si è poi appreso che in realtà la portaerei è arrivata in bacino soltanto il 15 luglio. Prima di quella data era in navigazione da Tolone verso il Tirreno, con soste a Palermo, Marsala, Augusta. Secondo le ultime indagini della Procura di Roma, la Foch avrebbe partecipato all’esercitazione “Exercise South” insieme a jet degli Usa.

3. I misteri della Libia. Il 18 luglio 1980 è stato ritrovato un Mig-23 dell’Aeronautica militare libica precipitato sulla Sila con a bordo, morto, il pilota. Molte testimonianze sostengono però che il ritrovamento era avvenuto molto prima e che la caduta del velivolo poteva essere avvenuta la notte della tragedia di Ustica. Si è ipotizzato che quella notte gli aerei Nato volessero colpire un Mig libico con a bordo Gheddafi. Ipotesi mai confermata; neppure, negli anni successivi, dalla Libia e dallo stesso Gheddafi. Nel giugno 1980 era in corso un tentativo di golpe contro il ras libico. Può essere questo il contesto in cui si è scatenata la battaglia aerea del 27 giugno? C’erano in volo anche aerei israeliani? Le nuove carte francesi sono state di certo utili a non chiudere le indagini. Chissà se lo saranno anche per accertare la verità.

View the original on Il Fatto Quotidiano →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.