Non solo Antonello da Messina, ecco i furti di opere d’arte più famosi di sempre

Il furto di alcuni capolavori di Antonello da Messina rappresenta l’ultimo caso di una serie di famosi ‘colpi’, che hanno visto ladri sottrarre importanti opere d’arte. Quest’ultimo furto è avvenuto nella serata del 15 agosto: i malviventi sono riusciti a introdursi all'interno delle sale espositive del Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, eludendo i sistemi di allarme e le protezioni di sicurezza. A essere portate via sono state tre tavole su cinque appartenenti al celebre Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà. Come detto, l’ultimo furto di una lunga serie di opere trafugate.
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Quello che devi sapere
Il furto della Gioconda
Il caso probabilmente più famoso della storia è quello che coinvolge la Gioconda: l’opera fu sottratta nel 1911 da Vincenzo Peruggia, un ex dipendente del Louvre che portò via il capolavoro di Leonardo da Vinci. Il quadro fu ritrovato due anni dopo a Firenze, quando Peruggia cercò di venderlo convinto di restituire all'Italia un'opera "rubata" durante le guerre napoleoniche. Una vicenda che contribuì a rendere il volto della Monna Lisa uno dei simboli dell’arte a livello mondiale.
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Gioconda - ©IPA/Fotogramma
La scomparsa della “Natività con i santi Lorenzo e Francesco d'Assisi”
Se il furto della Gioconda ebbe un ‘lieto fine’, purtroppo non sempre le opere trafugate sono state ritrovate. È il caso della "Natività con i santi Lorenzo e Francesco d'Assisi" di Caravaggio, rubata a Palermo nella notte del 17 ottobre 1969. L'Oratorio di San Lorenzo custodiva un Caravaggio tra i più importanti, dipinto durante la sua fuga da Napoli. Una tela grande, troppo ingombrante per essere sottratta senza aiuti. E infatti, anni dopo, i pentiti di mafia racconteranno che fu Cosa Mostra a commissionare il furto. Da allora non c’è stata nessuna certezza sul suo destino, ma solo voci: la tela sarebbe stata venduta, forse tagliata, forse bruciata. L'Italia ne ha fatto un'icona del "patrimonio negato", la ferita più grande della nostra storia artistica recente.
Natività con i santi Lorenzo e Francesco d'Assisi - ©Getty
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Il furto de "La tempesta sul mare di Galilea"
Passando dall’altro lato dell’Oceano Atlantico, uno dei furti più famosi fu quello avvenuto nel 1990 all’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston: due uomini travestiti da poliziotti si presentarono al museo e, in un'ora, portarono via 13 opere di enorme valore tra cui il "Concerto a tre" di Vermeer e "La tempesta sul mare di Galilea" di Rembrandt. Nonostante le ricerche e una ricompensa milionaria, quei capolavori non sono mai stati ritrovati, e le loro cornici vuote rimangono lì, come ferite aperte nella memoria culturale americana.
Il furto e ritrovamento de “L'Urlo” di Munch
Tornando in Italia, il 19 maggio 1998 presso la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma furono sottratte due opere di Vincent van Gogh ("Il Giardiniere" e "L'Arlésienne") e una di Paul Cézanne ("Le Cabanon de Jourdan"). In questo caso però le opere vennero recuperate, il 6 luglio 1998. Anche la Norvegia nel 2004 fu teatro di un altro furto spettacolare. Al Munch Museum di Oslo sparirono "L'Urlo" (in foto) e "La Madonna", due delle opere più iconiche di Edvard Munch. I dipinti furono recuperati nel 2006, ma purtroppo danneggiati dall'umidità subita durante la detenzione forzata. Era il secondo colpo subìto da questa celebre tela, che già nel 1994 era stata rubata.
L'Urlo - ©Getty
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Altri casi di furti famosi
Anche il Van Gogh Museum di Amsterdam è stato vittima di un noto furto: nel 1991 due ladri portarono via 20 opere, ma dopo appena 35 minuti abbandonarono tutto a causa di un problema con la loro auto di fuga. Tornando in Italia, nel 1997 un'altra sparizione segnò la cronaca culturale: dalla Galleria d'Arte Ricci Oddi di Piacenza fu trafugato il "Ritratto di Signora" di Gustav Klimt, uno dei pochi dipinti dove l'artista dipinge due volti sovrapposti, ritrovato poi nel 2019 dopo ben 23 anni dal furto. Il 2015 invece vide invece un furto quasi militare al Museo di Castelvecchio a Verona: tre uomini armati portarono via 17 dipinti, tra cui capolavori di Rubens e Tintoretto, ma la refurtiva venne ritrovata sei mesi dopo in Ucraina.
Il furto al Louvre nel 2025
E poi, tra i furti più clamorosi dell’ultimo periodo c'è il maxi colpo avvenuto al Louvre il 19 ottobre 2025: una banda di ladri camuffati da operai ha svaligiato la Galleria d'Apollo. In soli 4 minuti, usando un camion con piattaforma elevatrice e flessibili, hanno rubato 8 preziosi gioielli della collezione di Napoleone e dell'imperatrice Eugenia per un valore di circa 88 milioni di euro, fuggendo poi in moto. Una corona di diamanti è stata persa e ritrovata danneggiata durante la fuga.
La corona dell'imperatrice Eugenia - Photo by Thomas Clot/Musee de Louvre/UPI/Shutterstock
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Il recente furto di Cezanne, Renoir e Matisse
Infine lo scorso 23 marzo alla Fondazione Magnani Rocca, il museo di Mamiano di Traversetolo nel Parmense, sono state trafugate le tele "Tasse et plat de cerises" di Paul Cezanne, "Les Poisson" di Pierre Auguste Renoir e "Odalisque Sur La Terrasse" di Henri Matisse. In totale il valore stimato superava i 9 milioni di euro. La settimana scorsa i carabinieri di Parma hanno eseguito un fermo di polizia giudiziaria nei confronti delle cinque persone ritenute responsabili: si tratta di una banda di moldavi. L'operazione dei carabinieri ha permesso di recuperare i tre dipinti rubati.
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