È morta Marina Vlady, musa del cinema italiano e francese, fu miglior attrice a Cannes con Ferreri

L'attrice, scrittrice e cantante francese Marina Vlady, premiata per la migliore interpretazione al Festival di Cannes nel 1963 per Una storia moderna - L'ape regina e interprete di oltre 80 film, è morta giovedì all'età di 88 anni.
La notizia è stata comunicata dalla famiglia all'AFP. È morta a casa sua, circondata dai suoi cari e dai suoi animali - hanno precisato i figli - celebrando "una vita lunga, bella e piena".
L'attrice, di origine russa, è stata una musa del cinema italiano e francese; ha iniziato la carriera giovanissima con Prima del diluvio di André Cayatte (1954), film che le è valso, a soli 16 anni, il premio Suzanne Bianchetti, riconoscimento destinato all'attrice francese più promettente. L'anno seguente, a 17 anni, sposò il regista Robert Hossein, che l'ha diretta in diverse pellicole: insieme a lui formò una delle coppie più celebri del cinema dell'epoca.
Nel 1969 ha sposato il cantante e poeta russo Vladimir Vysotskij, trasferendosi a Mosca per vivere con lui fino alla morte dell'artista, avvenuta nel 1980.
Nel corso della sua carriera, Marina Vlady ha lavorato con grandi autori, da Jean-Luc Godard (Due o tre cose che so di lei) a Orson Welles (Falstaff), passando per Bertrand Tavernier, Chris Marker ed Ettore Scola.
Massimo Troisi, Marina Vlady ed Ettore Scola in una foto del 14 maggio 1989 (Ansa)
Nata a Clichy, alle porte di Parigi, il 10 maggio 1938 con il nome di Catherine Marina de Poliakoff-Baïdaroff, Vlady era figlia di due emigrati russi, Vladimir Poliakoff, cantante d'opera, e Militza Envald, étoile della danza. La famiglia aveva lasciato la Russia dopo la rivoluzione del 1917.
Dopo aver iniziato come giovane ballerina dell'Opéra di Parigi, abbandonò presto la danza per dedicarsi alla recitazione. Ottenne il suo primo ruolo a soli 10 anni nel film Orage d'été (1949) di Jean Gehret.
Tra i suoi film più importanti figurano anche La ragazza in vetrina di Luciano Emmer, La steppa di Alberto Lattuada, Una moglie americana di Gian Luigi Polidoro e Splendor di Ettore Scola, accanto a Marcello Mastroianni e Massimo Troisi.
Oltre al cinema d'autore, negli anni Settanta ha recitato in commedie popolari. La sua vita è stata segnata anche dall'impegno civile. "Marina Vlady era una donna generosa, impegnata per tutta la vita: dalla guerra d'Algeria al 'Manifesto delle 343', fino alla causa dei sans-papiers e al diritto all'abitazione insieme al suo ultimo compagno Léon Schwartzenberg" – con il quale fondò il DAL, l'associazione per il diritto alla casa – hanno scritto i figli nel messaggio inviato all'AFP.
Marina Vlady (Ansa)
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