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Saturday, September 12, 2026

Ucraina, indagato il ‘mentore spirituale’ di Putin: “Attività sovversive in Crimea”

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Ucraina, indagato il ‘mentore spirituale’ di Putin: “Attività sovversive in Crimea”

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La Procura generale e l’Sbu lo definiscono “il principale mentore spirituale di Putin e uno dei principali ideologi del Cremlino“. Georgy Shevkunov, conosciuto con il nome ecclesiastico di “Tikhon”, “tiene regolarmente discorsi pubblici in cui giustifica il bombardamento delle città ucraine e si batte per l’ulteriore occupazione dell’intero Stato” e “diffonde l’ideologia russa nella parte del territorio ucraino temporaneamente occupata”. Per questo i servizi di sicurezza di Kiev hanno notificato in contumacia un avviso di garanzia al metropolita della Chiesa ortodossa russa di Crimea, considerato tra i leader religiosi più vicini al presidente della Federazione russa.

Tikhon “è stato uno dei primi a sostenere l’invasione su vasta scala del nostro Paese da parte della Federazione Russa e ha chiesto l’assistenza dei gruppi armati del Paese aggressore”, spiegano gli inquirenti, che contestano al religioso di aver commesso “atti diretti contro l’integrità territoriale e l’inviolabilità dell’Ucraina”, “la giustificazione, il riconoscimento come legittima o la negazione dell’aggressione armata russa contro l’Ucraina e la glorificazione dei suoi partecipanti”, oltre all’incitamento all’odio nazionale o religioso. Non si tratta, secondo la Sbu, soltanto di una valutazione politica delle sue parole. Il servizio segreto afferma di avere raccolto una “base probatoria” che conferma “l’attività informativa e sovversiva del soggetto nell’interesse del Paese aggressore”.

Shevkunov, 68 anni, è una figura da almeno due decenni integrata negli ambienti del potere russo. Prima di diventare vescovo, è stato per oltre vent’anni superiore del monastero Sretenskij di Mosca, trasformato sotto la sua guida in uno dei centri più influenti della Chiesa ortodossa russa, schieratasi al fianco del Cremlino fin dalle prime fasi dell’invasione dell’Ucraina. Il suo background aiuta a spiegare l’influenza che esercita sulla società russa. Laureato in sceneggiatura al VGIK di Mosca, la prestigiosa scuola statale di cinematografia, divenne poi autore di documentari storici firmando il progetto multimediale “Russia – La mia storia”, dedicato alla storia nazionale letta attraverso la lente della tradizione religiosa e patriottica russa. Una produzione culturale che si intreccia con la sua visione del destino del paese: nel 2014, dopo l’occupazione della Crimea, definì l’annessione una “restaurazione della giustizia storica“.

La sua vicinanza allo zar, poi, è di lunga data. “Sulle questioni relative al cristianesimo e all’ortodossia Vladimir Vladimirovič Putin ha la possibilità di consultarsi con un numero considerevole di persone competenti, dal Santo Patriarca a semplici sacerdoti e laici. Tra questi c’è il vostro umile servitore, è vero”, confermò parlando di se stesso in un’intervista pubblicata nel 2017 da Radio Free Europe. Ma sempre in quella sede respinse l’etichetta di consigliere capace di esercitare un’influenza politica sul capo del Cremlino: “Una persona del genere non esiste”, disse, “perché il presidente, e questo è risaputo, non tollera alcuna richiesta, diretta o indiretta, di influenzarlo”.

Ma il rapporto con il Cremlino non è rimasto confinato alla sfera privata o religiosa. Nel marzo 2010, Dmitrij Medvedev presidente, Shevkunov venne inserito nel Consiglio presidenziale per la cultura e l’arte. Documenti ufficiali lo indicano inoltre come responsabile del Consiglio patriarcale per la cultura della Chiesa ortodossa russa. Nel 2019 divenne membro del Consiglio pubblico della Commissione cultura della Duma, ma il passaggio decisivo arriva nel 2023: Tikhon diventa capo della Metropolia di Crimea, la struttura che riunisce le diocesi di Simferopoli, Feodosia e Dzhankoi, ovvero l’organizzazione ecclesiastica che la Chiesa ortodossa russa presenta come propria struttura ufficiale nella penisola contesa da Mosca e Kiev.

L’Ucraina aveva già perseguito esponenti della gerarchia religiosa legata al Patriarcato di Mosca. Nel maggio 2023 il metropolita Iosaf (Guben), allora alla guida della diocesi di Kirovohrad della Chiesa ortodossa ucraina, è stato condannato a tre anni di carcere con l’accusa di aver coordinato con il patriarca Kirill attività sovversive e diffuso propaganda filorussa. Già nel dicembre 2022 un sacerdote di Lisichansk era stato condannato a 12 anni per avere trasmesso agli occupanti informazioni sulle posizioni delle truppe ucraine. L’ultimo caso è del 6 agosto, quando un protopresbitero della diocesi di Pokrovsk è stato condannato a 15 anni con l’accusa di alto tradimento per avere fornito all’Fsb, l’intelligence di Mosca, dati utilizzati dai russi per attaccare le forze di Kiev.

Ora però, accendendo un faro su Shevkunov, le autorità ucraine fanno un salto di qualità per ciò che l’indagato rappresenta: una sincresi fra potere religioso, apparato statale russo, rapporto personale con Putin e amministrazione ecclesiastica di un territorio conteso. I precedenti riguardavano, infatti, membri della Chiesa ortodossa ucraina legata al Patriarcato di Mosca e operante sul territorio ucraino. Shevkunov è invece un esponente della Chiesa ortodossa russa a cui è stato affidato il vertice della struttura ecclesiastica in Crimea, un territorio che la Russia ha annesso unilateralmente nel 2014 e che Kiev considera occupato.

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