Il decreto di Meloni non c’è, lo sconto neppure: il prezzo del gasolio torna a 2,25 euro al litro. “Il governo tradisce la promessa fatta ai cittadini”
La mezzanotte è scoccata, il rinnovo non c’è stato e lo sconto di 6,1 centesimi al litro sul gasolio è scaduto. Il risultato? Dopo appena una settimana dalla sua introduzione trionfalistica, il tetto al prezzo del gasolio introdotto dall’Eni è stato già sfondato: ora il diesel costa 2,25 euro al litro. D’altronde, l’azienda del cane a sei zampe lo aveva scritto: il limite ai prezzi era “correlato all’agevolazione fiscale sulle accise in vigore”. E a partire dalla mezzanotte del 6 ottobre, l’agevolazione non c’è più, il governo Meloni non l’ha rinnovata. L’accisa sul gasolio è tornata al livello “normale”, in vigore dal primo gennaio scorso, a 672,90 euro per mille litri, con un aumento di 50 euro per mille litri. Alle pompe Eni significa, Iva inclusa, sei centesimi in più al litro. Una doccia fredda per i cittadini, che speravano di aver visto fermarsi, almeno per qualche tempo, l’ascesa dei prezzi. E “una promessa tradita dal governo”, secondo le associazione dei consumatori.
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