Femminicidio Pierina Buffon, un Gps tra i rottami dell’auto e un altro in casa dell’ex: l’ipotesi del controllo sugli spostamenti
Un piccolo localizzatore Gps tra i rottami della Dacia di Pierina Buffon e un dispositivo simile nell’abitazione dell’ex compagno, Fulvio Ielmini. È da questi due apparecchi che prende forma uno degli accertamenti più delicati sulla morte della donna, avvenuta venerdì mattina sulla tangenzialina di Cassano Magnago, nel Varesotto, nello scontro frontale con la Jaguar guidata dall’uomo, 73 anni. I carabinieri stanno cercando di capire se Buffon fosse controllata a sua insaputa e se Ielmini potesse seguirne gli spostamenti in tempo reale. Il localizzatore è stato trovato tra i resti dell’auto della vittima; durante la perquisizione nella casa dell’ex compagno è stato poi rinvenuto un apparecchio analogo. Gli investigatori devono chiarire se i due dispositivi fossero collegati e se possano spiegare come l’uomo riuscisse a sapere dove si trovava la donna.
Non è il primo elemento a far ipotizzare un controllo sugli spostamenti di Buffon. Uno dei suoi sei figli, Pietro, ha raccontato che già ad agosto era stato trovato un dispositivo Gps sull’auto della madre. Un altro figlio, Denis Ruocco, ha riferito agli inquirenti di presunti atti persecutori subiti dalla donna. La ricostruzione investigativa dello schianto è altrettanto grave. Ielmini, ex commerciante di frutta e verdura, avrebbe invaso la corsia opposta viaggiando a 140 chilometri orari, andando a scontrarsi frontalmente con la Dacia. L’ago del tachimetro della Jaguar è rimasto fermo proprio su quella velocità. Per Buffon non c’è stato scampo.
Per la Procura, guidata da Carlo Nocerino, lo scontro non sarebbe stato un incidente fortuito, ma il risultato di una deliberata condotta di guida. Secondo l’ipotesi investigativa, l’uomo non avrebbe accettato la fine della relazione con la donna. Il pubblico ministero Massimo De Filippo ha contestato a Ielmini il femminicidio e l’omicidio volontario aggravato dai futili motivi, reati per i quali è previsto l’ergastolo.
Ielmini è ricoverato in ospedale, piantonato, con una gamba fratturata e in attesa di un intervento chirurgico. Il suo legale, l’avvocato Angelo Luini, ha annunciato che chiederà una perizia per accertare le condizioni psichiche dell’assistito al momento dei fatti. Sul fondo della vicenda restano le iniziative con cui Buffon aveva cercato di tutelarsi prima della tragedia. Assistita dall’avvocata Cinzia Botta, la donna aveva presentato due diffide e una denuncia per minacce. Elementi che, insieme alle testimonianze dei figli e al ritrovamento dei dispositivi, sono ora al vaglio degli investigatori per ricostruire quanto accaduto e verificare se la vittima fosse sottoposta a un controllo sistematico prima dello schianto mortale.
Gli accertamenti sui localizzatori potrebbero contribuire a chiarire se l’uomo conoscesse in anticipo la posizione dell’ex compagna e quale ruolo, se confermato, questo elemento possa avere nella ricostruzione della morte di Pierina Buffon.
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