Bollywood HungamaPVR INOX sees record Q2 as Indian box office crosses Rs 4,000 crore for FIRST time in a quarter!InquirerTacloban City adopts 4-day workweek to cut energy use amid El NiñoThe Jerusalem PostBen-Gvir calls for arrest of Arab party heads amid Qatar-linked election interference claimsPunchFEC approves initiative to tackle povertyZDF heuteAktuelle Pressemitteilungen des ZDFWirtualna PolskaKolejny przedziwny występ Trumpa. "Zdałem trzy testy poznawcze"BillboardGenesis Owusu Leads Triple J’s 2026 J Awards NominationsNHK 社会ピアニスト反田恭平被告 道交法違反で執行猶予付き有罪判決Hong Kong Free Press70% of Hong Kong subdivided flats register for grace period under new regulatory systemFrance 24Live: French anti-terrorism prosecutor to give press conference on racist Paris shootingAnadolu AjansıÇin'de rüşvetle suçlanan borsa denetim kurumunun eski yöneticisine idam cezası verildiSCMP ChinaChina promotes General Zhang Shengmin to Politburo
The Daily Newsstand · Free, Always
Thursday, October 29, 2026

Vendono casa per vivere in crociera “per sempre”: dopo 8 ore di preavviso li sbarcano tutti in Cambogia. I passeggeri hanno speso fino a 440mila dollari per una cabina a vita

Translate
Vendono casa per vivere in crociera “per sempre”: dopo 8 ore di preavviso li sbarcano tutti in Cambogia. I passeggeri hanno speso fino a 440mila dollari per una cabina a vita

Doveva essere la vita dei sogni: niente affitto, niente bollette, solo il mare e il giro del mondo in crociera. Per i residenti della Villa Vie Odyssey, invece, la sveglia di martedì 27 ottobre è stata brutale. Alle 6 del mattino è arrivata la comunicazione dell’amministratore delegato: tutti giù dalla nave entro le 14. Lo riporta Business Insider.

La società che gestisce la “crociera infinita”, la Villa Vie Residences, ha sospeso le operazioni in Cambogia. Il motivo è il carburante. Il costo mensile per cabina, che di solito si aggirava sui 1.800 dollari, in alcune zone dell’Asia è salito fino al 344%, arrivando a una stima di 6.000-8.000 dollari. A far impennare i prezzi dell’energia è stata la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, iniziata a febbraio, seguita dalla chiusura iraniana dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il petrolio mondiale.

L’azienda sostiene di aver provato a correre ai ripari, rallentando l’itinerario e trascorrendo più tempo in porto, ma non è bastato a compensare le perdite. Scaricare l’aumento sui residenti, ha spiegato, “non è una soluzione realistica”. Ora è in corso un tentativo di ristrutturazione e ricapitalizzazione da completare nei prossimi 60 giorni, senza alcuna garanzia di successo: nessun finanziamento o accordo è stato ancora definito. Intanto la società dice di lavorare con i residenti per organizzare lo sbarco e trovare sistemazioni temporanee.

View the original on Il Fatto Quotidiano →

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.