“Siamo riusciti a convincere Alex”: l’avvocato di Schwazer annuncia il cambio di strategia sul terzo caso di doping
“Alex si era inizialmente opposto all’invio della richiesta, ma alla fine siamo comunque riusciti a persuaderlo”: l’avvocato Gerhard Brandstaetter annuncia il cambio di strategia nel nuovo caso di doping che coinvolge Alex Schwazer. Oggi, sulle pagine del quotidiano Sudtiroler Tageszeitung, lo storico legale del marciatore altoatesino spiega che alla fine proverà a dimostrare l’innocenza del suo assistito. Schwazer era risultato positivo all’Epo in un controllo antidoping lo scorso 26 aprile in Germania: il campione olimpico di Pechino 2008 aveva annunciato la volontà di non ricorrere alle controanalisi, a meno che non venisse analizzata anche la “terza provetta” di urina, prelevata e conservata dall’allenatore Sandro Donati. La richiesta è stata respinta dall’agenzia antidoping tedesca, ma ora l’avvocato Brandstaetter sembra averlo convinto a procedere comunque.
Schwazer era risultato positivo dopo i Campionati tedeschi di aprile, quando aveva firmato la miglior prestazione europea stagionale sulla nuova distanza della maratona di marcia. Nella sua urina sarebbero state trovate tracce di eritropoietina (Epo). Il 41enne altoatesino era già stato coinvolto in due precedenti casi di doping: nel 2012 aveva ammesso totalmente le sue colpe, mentre dopo la seconda positività aveva cominciato la sua battaglia contro la Wada – l’Agenzia mondiale antidoping – per dimostrare la sua innocenza. La giustizia italiana gli ha dato ragione, archiviando il suo caso di doping perché “il fatto non sussiste“. Gli organi sportivi invece non lo hanno mai riabilitato.
Anche dopo la terza positività Schwazer si è proclamato pulito, annunciando però la sua resa di fronte al sistema: “Sono innocente, ma non mi difenderò più. Non ho la forza e l’energia di farlo”. Il marciatore aveva manifestato la sua totale sfiducia nei confronti dei controlli antidoping, aprendo a una sola possibilità: effettuare, contestualmente alle controanalisi, anche una verifica sulla provetta custodita da Sandro Donati con un residuo di urina relativo a quel controllo effettuato in Germania. Una provetta sigillata e custodita dall’allenatore. Visto che la sua richiesta non è stata accolta, la vicenda sembrava chiusa. Ora invece l’avvocato Brandstaetter annuncia il cambio di strategia: l’esito delle controanalisi aprirà a un nuovo capitolo in questa oscura vicenda.
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