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Saturday, September 19, 2026

Inchiesta certificati falsi a migranti, Cocco si difende: "CPR luoghi patogeni"

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Il medico infettivologo, esponente della Società Italiana di Medicina delle migrazioni, è tra i professionisti indagati dalla Procura di Ravenna con l'accusa di aver messo in piedi un'associazione finalizzata a creare certificati falsi per impedire il trasferimento di migranti nei Cpr. A Sky TG24 dice: "Sono luoghi patogeni, non abbiamo istigato nessun medico"

"Non abbiamo fatto partire un'associazione che istigava i medici a fare dei certificati falsi". Nicola Cocco, infettivologo ed esponente della Società Italiana di Medicina delle migrazioni, respinge l'accusa della Procura di Ravenna. "Noi abbiamo costruito una campagna che ha portato a discutere in questo Paese della patogenicità di questi luoghi, dei luoghi dove le persone migranti soffrono, subiscono violenze e muoiono".

Per gli inquirenti invece non si sarebbe trattato di iniziative isolate, ma di un coordinamento nazionale per impedire il trasferimento dei migranti nei centri di permanenza per i rimpatri attraverso certificati di non idoneità. "Un medico che giura su un su un documento che mette al centro, il rispetto del corpo e della salute delle persone non può accettare che esistano luoghi del genere", aggiunge Cocco.

Nell'inchiesta sono indagati 4 medici per associazione per delinquere. Cocco è considerato dagli investigatori una figura centrale. Mercoledì le abitazioni e gli studi di 23 professionisti in diverse città italiane sono stati perquisiti, non sono indagati. "Abbiamo sempre operato alla luce del sole", ribatte Cocco, "con incontri pubblici, convegni e pubblici, pubblicazioni. Io non firmerei il certificato idoneo, o meglio, certificherei che nessuno è idoneo al CPR". La Procura ora dovrà stabilire se quella che l'infettivologo definisce una battaglia pubblica sia rimasta nell'ambito della professione medica o abbia superato il confine dell'illecito. "Io in scienza e coscienza, non vorrei nessun essere umano messo in un luogo, torturante, patogeno e psicopatogeno". 

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