Nuovi Lea, dopo quasi un anno dal via libera arriva la pubblicazione in Gazzetta: dallo screening neonatale alle esenzioni per alcune malattie croniche e rare
Dopo un anno dal via libera arrivato dalla Conferenza Stato-Regioni, il dpcm e il decreto ministeriale di aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) sono stati pubblicati in Gazzetta ufficiale. Si chiude così l’iter dei provvedimenti che aggiornano il paniere delle prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale, con circa 800 tra nuovi servizi, esami, terapie e revisioni di voci già esistenti. Le principali novità erano già state definite nell’autunno del 2025: dall’ampliamento dello screening neonatale a nuove prestazioni per l’oncologia, fino all’estensione delle esenzioni per alcune malattie croniche e rare. La pubblicazione in Gazzetta rappresenta il passaggio formale che rende definitivo l’aggiornamento dei Lea, atteso da mesi dopo l’ok delle Regioni e quello successivo delle Commissioni parlamentari competenti.
L’aggiornamento delle prestazioni – che il Ssn dovrà garantire a tutti i cittadini gratuitamente o tramite ticket – arriva dopo nove anni dopo la revisione complessiva del 2017. L’obiettivo di questo aggiornamento è duplice: da un lato eliminare prestazioni ormai obsolete, dall’altro migliorare l’appropriatezza delle cure e razionalizzare le prescrizioni, alleggerendo il peso sul sistema sanitario. “Si tratta di un provvedimento che ho fortemente voluto per garantire a tutti gli italiani, ovunque risiedano, l’accesso a prestazioni e servizi innovativi. Perché non ci siano una sanità di serie A e una di serie B, ma ci sia un Ssn più giusto per tutti”, ha commentato il ministro della Salute, Orazio Schillaci. Questo nuovo aggiornamento, rileva il ministro, “è un risultato storico che risponde alla chiara volontà politica di intervenire sui Lea in tempi rapidi, assicurando alla sanità pubblica la capacità di tenere il passo con le innovazioni, che hanno valore solo se realmente accessibili davvero a tutti e senza dover attendere decenni”. L’eliminazione delle prestazioni obsolete, conclude Schillaci, “contribuirà, poi, a rafforzare la sostenibilità del nostro Servizio sanitario, rendendolo ancora più resiliente nell’affrontare le nuove sfide di salute“.
I nuovi Lea erano attesi da quando, nel 2017, l’allora ministra della Salute Beatrice Lorenzin aveva varato il Dpcm che li riformava integralmente, sostituendo quelli del 2001. Ma l’attuazione è rimasta incompleta per anni. Una serie infinita di proroghe che hanno costretto molti italiani a migrare in altre regioni o a rivolgersi alla sanità privata. In particolare, alcune nuove prestazioni di specialistica e protesica sono potute diventare effettivamente operative solo con il nuovo decreto tariffe, entrato in vigore a fine 2024. Poi nel 2025 è stato predisposto un nuovo aggiornamento organico, il cui iter si è concluso il 1° ottobre 2026. Adesso, sottolineano le organizzazioni di categoria, sarà fondamentale vigilare sullo stato di applicazione dei Lea. La versione precedente si è rilevata molto frammentaria tra le Regioni, con un’attuazione molto scarsa in molte di esse.
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